Blocco Euro 5: Salvini attacca l'Europa, ma la colpa è del governo

Contrariamente alla narrazione di Matteo Salvini, l'Unione Europea non ha mai imposto direttamente il blocco delle auto diesel Euro 5. Le istituzioni comunitarie fissano i parametri generali sulla qualità dell'aria (specialmente per le polveri sottili PM10 e il biossido di azoto), parametri che l'Italia ha recepito storicamente attraverso accordi di bacino interregionale sottoscritti già nel 2017 dalle regioni della Pianura Padana insieme al Ministero dell'Ambiente.
Il blocco strutturale dei veicoli Euro 5 è stato disciplinato e reso esecutivo a livello statale tramite provvedimenti del Governo nazionale (in particolare attraverso decreti-legge su infrastrutture e politiche ambientali, firmati e gestiti anche dall'esecutivo guidato da Giorgia Meloni e dai ministeri competenti). Queste misure sono arrivate a seguito di procedure d'infrazione e sentenze di condanna della Corte di Giustizia dell'Unione Europea per i cronici sforamenti dei limiti d'inquinamento nella Pianura Padana.
Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno optato per la sospensione del blocco strutturale, sostituendolo con pacchetti di misure compensative e alternative (come incentivi sui biocarburanti, interventi sul riscaldamento e progetti di mobilità sostenibile). La Regione Lombardia, guidata dalla Lega, è stata invece l'unica a confermare l'attuazione rigida del blocco, sebbene circoscritto ai comuni sopra i 100.000 abitanti dopo i vari slittamenti concessi dallo stesso governo.
Fa dunque sorridere che il partito di Salvini scriva:

Evidente è anche come il blocco non fosse un'impostazione, ma una conseguenza delle decisioni della giusta leghista di Regione Lombardia.

Ma dato che i leghisti paiono credere a tutto, oggi Salvini tenta di sostenere che sarebbe "grazie" a lui che i suoi uomini non attueranno una legge emanata dal suo governo.

Naturalmente Salvini ha trascorso l'intero video ad accusare l'Europa, regalando al suo elettorato un video in cui gioca con le macchinine sulla scrivania del ministero:

È opinabile che Regione Lombardia abbia preferito colpire direttamente una larga fetta di cittadini piuttosto che investire in politiche ambientali strutturali e alternative più efficaci. Ma è paradossale che un vicepremier e ministro si vanti di bloccare o depotenziare leggi emanate dallo Stato stesso, finendo per disorientare chi, confidando nelle regole istituzionali, ha investito denaro per adeguarsi ai divieti.
Ci sarebbe anche da dire qualcosa sul suo "promessa mantenuta". Infatti è facile stabilire che chiunque potrà inquibare l'aria. Più difficile sarebbe stato il provare a mantenere la sua reiterata promessa sull'abolizione delle accise, soprattutto ora che i suoi alleti hanno portato il diesel a sfiorare i 3 euro al litro.