Drag nelle università del Texas: la battaglia sul Primo Emendamento arriva alla Corte d'Appello


La questione dei divieti imposti agli spettacoli drag all'interno dei campus universitari texani è approdata in tribunale, con la Corte d'Appello del Quinto Circuito degli Stati Uniti chiamata a esprimersi in composizione plenaria. Diciassette giudici federali si sono riuniti lo scorso 23 settembre per valutare le argomentazioni relative a due distinte cause che potrebbero tracciare un precedente cruciale per la libertà di espressione negli atenei americani.

Le controversie legali traggono origine dai provvedimenti restrittivi adottati nel 2023 dal presidente della West Texas A&M University, Walter Wendler, il quale decise di cancellare uno show drag organizzato dagli studenti del gruppo Spectrum WT. La decisione portò a una prima azione legale da parte degli studenti, basata sulla presunta violazione dei diritti costituzionali garantiti dal Primo Emendamento. Dopo una serie di verdetti alterni emessi dai giudici federali nel corso degli anni (tra cui il blocco temporaneo del divieto deciso da un collegio d'appello nel 2025 e il successivo ribaltamento a favore della linea universitaria stabilito a inizio 2026 dal giudice distrettuale Matthew J. Kacsmaryk), la vicenda giudiziaria si è intrecciata con un secondo procedimento di portata più ampia.

Quest'ultimo riguarda la politica approvata all'unanimità nel febbraio del 2025 dal consiglio di amministrazione dell'intero sistema universitario della Texas A&M, finalizzata a vietare le esibizioni drag nelle strutture destinate a eventi speciali. Anche in questo caso il provvedimento era stato inizialmente bloccato dal giudice distrettuale Lee H. Rosenthal, consentendo lo svolgimento del tradizionale concorso studentesco "Draggieland".

Su richiesta delle parti, le due cause sono state riunite ai fini della discussione orale lo scorso giugno. Attualmente, la corte è chiamata ad accertare se tali esibizioni rientrino o meno nella categoria delle espressioni tutelate dalla Costituzione, a definire l'effettiva autorità delle istituzioni universitarie nella gestione dei propri spazi e a verificare l'eventuale natura discriminatoria delle restrizioni in base all'opinione espressa.

La portata della decisione supererà i confini del Texas. Analoghe misure restrittive o provvedimenti di revoca delle autorizzazioni per eventi simili sono stati infatti adottati anche da altri enti accademici, come l'University of Texas System e l'Università del North Texas. Nel frattempo, organizzazioni per i diritti civili come l'ACLU del Texas e la Foundation for Individual Rights and Expression (FIRE) continuano a sostenere le istanze degli studenti, definendo le politiche di divieto un netto affronto alle libertà costituzionali.
Commenti