Europa e Italia nella morsa del movimento anti-gender

La fantomatica "ideologia gender" è una truffa culturale ideata dalla propaganda populista, eppure nessun Paese europeo è ormai immune alla diffusione del cosiddetto movimento anti-gender. È questo il quadro allarmante che emerge da "The Hate Review", un maxi-rapporto di oltre 450 pagine pubblicato da Forbidden Colours, ONG con sede a Bruxelles attiva nella difesa dei diritti civili e delle persone LGBTIQIA+.
Lo studio analizza un arco temporale che va dalla metà degli anni Novanta fino a maggio 2026, esaminando 47 Stati (i 46 membri del Consiglio d'Europa più la Russia) attraverso oltre 3.200 elementi documentati. Il dato centrale è netto: nel quinquennio 2021-2025, nessun Paese europeo è riuscito a collocarsi nella fascia più bassa della "contaminazione anti-gender", ossia la penetrazione di attori, narrazioni e mobilitazioni contrarie ai diritti riproduttivi e delle minoranze.
Un fenomeno strutturale, non più confinato ai margini
Lontano dall'essere una prerogativa esclusiva dell'Europa centrale o orientale, il movimento anti-gender ha trovato nei Paesi dell'Europa occidentale e meridionale alcuni dei suoi teatri principali. Secondo l'autore del report, Vincent Reillon, l'avanzata dei diritti civili registrata dal 2000 in poi ha generato una "contro-ondata" organizzata, trasformatasi in un unico movimento europeo interconnesso capace non solo di bloccare i progressi, ma in molti casi di smantellarli.
La strategia del movimento è profondamente mutata nel corso degli anni:
- Dalle piazze ai parlamenti: Nata tra gli anni Duemila e il 2010 come rete di associazioni, think tank e gruppi di genitori (come il modello di La Manif pour tous), la galassia anti-gender è sbarcata nella politica istituzionale dal 2016 in poi, portando alla fondazione di oltre 50 partiti dedicati in 32 Paesi (prevalentemente di stampo nazional-populista ed estrema destra).
- Il successo dell'esecutivo: Se vent'anni fa le iniziative legislative anti-progressiste fallivano in oltre il 70% dei casi, oggi il tasso di successo supera la soglia del 50%. L'azione di governo e i decreti si sono dimostrati strumenti molto più efficaci rispetto alla sola opposizione parlamentare.
La situazione critica dell'Italia
All'interno di questo scenario continentale, la posizione dell'Italia viene definita drammatica, collocata appena sopra Paesi come Russia e Turchia in termini di impatto e pervasività.
Il report evidenzia come, sotto l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni, l'agenda anti-gender sia passata dalla pressione della società civile all'esercizio diretto del potere statale:
- Diritti riproduttivi sotto pressione: Sebbene l'aborto resti legale entro i novanta giorni, la presenza di associazioni pro-life all'interno dei consultori pubblici è stata fortemente estesa.
- Famiglia e normative restrittive: L'Italia si conferma uno dei Paesi occidentali più rigidi sul fronte delle famiglie omogenitoriali (con il matrimonio egualitario e l'adozione congiunta vietati, e la GPA resa reato universale nel 2024). Sul fronte educativo, l'approvazione di misure come la legge sull'educazione sessuale e il consenso genitoriale viene vista come una restrizione significativa delle tematiche di genere nelle scuole.
- Prospettive future: Gli analisti prevedono una fase di consolidamento delle politiche attuali, con frizioni costanti tra il potere esecutivo e le recenti sentenze della Corte Costituzionale a favore delle famiglie omogenitoriali, in un clima che si fa sempre più complesso per le organizzazioni della società civile.
Una minaccia per lo Stato di diritto
Il rapporto conclude lanciando un monito che va oltre i confini dei diritti LGBTQIA+ o dell'interruzione di gravidanza. Con il progressivo radicamento del movimento, a essere messe in discussione sono spesso le libertà civili, i media indipendenti e gli stessi meccanismi di controllo democratico. Una sfida che, secondo Forbidden Colours, richiede risposte coordinate a livello transfrontaliero e interventi tempestivi nei Paesi in cui la contaminazione sociale è già avanzata.