I nuovi insulti del pastore Luigi Carollo

Nel commentare le gravi offese che il pastore evangelico Luigi Carollo ha rivolto ad Emma Bonino nel giorno della sua morte, abbiamo espresso sconcerto per le sue idee, senza ironizzare sul suo italiano stentato. Eppure sarebbe stato facile ridere di chi definisce "crimini dell'umanità" quelli che probabilmente intendeva come "crimini contro l'umanità".
Ma a noi interessano le idee, non la forma. Quello che contestiamo è un pastore che insulta chi si batte per i diritti umani o che si compiace perché Andrea Vani parla al femminile dei gay, li paragona ad escrementi e si diverte a calpestare la loro dignità asserendo che sarebbero "travestiti".
Loro, che alle allagamentazioni preferiscono l'insulto, sfruttano un banale refuso per aizzarci contro i suoi proseliti:

Nl messaggio non risponde alle obiezioni e alle contraddizioni sollevate, insulta. E va anche peggio tra i commenti, dove plaude persino ad una sua proselita che teorizza un dio vendicativo che la farà pagare a chi non è omofobo e filo-meloniano quanto lo è lui.


Davvero crede che insultare e offendere sia la risposta evangelica a chi critica le sue discutibili tesi? Basta ridere di un refuso e le contraddizioni dovrebbero miracolosamente svanire?
In un altro commento, il pastore ci spiega che mettere in discussione le sue idee dovrebbe comportare il diritto ad offese gratuite da parte dei suoi seguaci:

Oltre a negare il genocidio palestinese, prova persino a sostenere che i bambini e i civili massacrati dagli israeliani andrebbero accusati di un presunto "genocidio" verso i loro carnefici.

Cuoricini vengono riservati anche a chi ci sfotte e ci accusa di imprecisati "altri errori":


Chissà che la signora non possa esprimere meglio le accuse insite nelle sue offese gratuite, così da permetterci di poterla portare in tribunale a rispondere delle sue parole. E magari prima o poi quereleremo anche il signor Andrea Vani, che da mesi ci perseguita con insulti e offese omofobe dall'odore di reato penale:


Molto grave è anche il constatare come il pastore evangelico Luigi Carollo incoraggi apertamente questa condotta.
Un messaggio cone quello elogiato da Carollo può configurare il reato di diffamazione aggravata (art. 595 c.p.) per vari motivi.
L'utilizzo di epiteti denigratori come "falliti" e "travestiti", uniti a giudizi sferzanti come "beceri e sgrammaticati", non costituisce una mera opinione o critica aspra, ma un'aggressione gratuita alla dignità e al decoro delle persone a cui è rivolto. In sede penale, l'insulto slegato da una critica argomentata travalica il diritto di libera manifestazione del pensiero.
Inoltre, la pubblicazione di un commento in uno spazio social (come Facebook) amplifica esponenzialmente la visibilità delle espressioni offensive, raggiungendo un pubblico potenzialmente indeterminato. Questo elemento integra la circostanza aggravante prevista dall'articolo 595, comma 3, del Codice Penale ("col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità").
Trattandosi di un commento scritto in risposta a un altro utente, le persone offese non sono presenti nella conversazione per poter replicare nell'immediatezza, requisito che tipicamente caratterizza la condotta diffamatoria rispetto alla semplice ingiuria.