Il business dell'odio: come Vannacci vuole riscrivere la società e i diritti


L'ex generale Vannacci ha fatturato centinaia di migliaia di euro vendendo un libretto sessista e razzista in cui affermava che i gay non sarebbero normali.
Ha ben presto capito che il business dell'omofobia gli avrebbe spalancato le porte di un elettorato intollerante e violento, motivo per cui l'odio verso le persone lgbt pare essere diventato un suo cavallo di battaglia. Ed infatti il suo programma trasuda omofobia d aogni poro.

Nel suo programma non si parla mai di "orientamento sessuale". Forse ispirato dalle leggi della sua amata Russia, l'ex generale preferisce parlare in maniera inopportuna di "gusti sessuali". Ovviamente non cita mai l'identità di genere, ma parla di "aberranti ideologie del gender". Non parla di comunità LGBTQIA+, ma di una fantomatica "agenda LGBT".
Per denigrare le unioni civili, ha deciso di ignorare l'amore alla base di quelle famiglie, preferendo inventarsi che si tratterebbe di un rapporto “amicale” tra due persone. Insomma, ci sono elementi che potrebbero portare Pillon all'estasi.

Il programma di Vannacci promette una fantomatica "difesa e promozione della famiglia naturale" ricalcolando la peggior propaganda delle organizzazioni di estrema. Contro una costituzione che impone all'Italia di "riconoscere" le famiglie esistenti, Vannacci propone leggi che definiranno la famiglia come ai tempi del nazifascismo: “La famiglia è composta da un uomo e una donna, uniti stabilmente nell’impegno e nella lealtà e, in virtù della complementarità fondata sulla differenza sessuale, in grado di generare, mantenere, educare ed istruire i figli. Futuro Nazionale si oppone a qualsiasi equiparazione della famiglia naturale […] propugnati dalla cultura cosiddetta “woke”. Il matrimonio (da matris munus, ovvero dono, compito, ufficio della madre)".
Vannacci scrive anche che "il fondamento biologico della generazione nei mammiferi è la presenza di un maschio, di una femmina e di un rapporto eterosessuale", proponendo "il divieto esplicito di iscrizione e trascrizione negli atti dello stato civile di qualsiasi atto (anche straniero o in paesi UE) che attribuisca la maternità di due donne o la paternità di due uomini al medesimo bambino". Per farlo, intende snaturare la costituzione e riscriverla: "Dovranno essere utilizzati tutti gli strumenti necessari a preservare il diritto naturale, inclusa una modifica costituzionale se l'equilibrio tra i poteri dovesse essere minato da un eccessivo interventismo della Consulta".

A pagina 54, Vannacci si fa promotore del patriarcato: "Dovremmo proteggere e non criminalizzare il nostro modello: quello del ‘patriarcato mediterraneo', volto alla sottolineatura delle specificità e alla formazione di maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società."

Secondo Vannacci, la legge sulle unioni civili servirebbe a codificare "relazioni amicali-affettive rilevanti ai fini di esigenze mediche, carcerarie e testamentarie, prescindendo da aspetti legati ai gusti sessuali di qualsivoglia tipo". In pratica, lui nega che due persone dello stesso sesso possano amarsi, come invece sostiene avvenga quando il maschio limita la libertà della moglie perché donna.
naturalmente vorrebbe abrogare la legge Cirinnà del 2016, sostenendo che tale norma "scimmiotta l'unico consorzio giuridico di coppia stabile e giuridicamente rilevante ai fini pubblici che è quello per natura potenzialmente portatore di figli: il matrimonio", e che avrebbe "come unico effetto quello di voler plasmare gramscianamente il senso comune per normalizzare l'idea di matrimonio omosessuale e genitorialità omosessuale".

Vieterà anche molte adozioni: "Futuro Nazionale adotterà ogni strumento legislativo utile a garantire il diritto di ogni bambino orfano di entrambi i genitori, abbandonato o per altre ragioni mancante della cura della famiglia di origine a trovare accoglienza presso una famiglia composta da un padre e da una madre, col divieto di adozioni a coppie omosessuali e a single".
Il programma prevede quindi che un bambino orfano possa essere adottato esclusivamente da una coppia eterosessuale sposata. Sono ammesse eccezioni per parenti stretti, ma mai per coppie omosessuali. Se una persona è gay, Vannacci gli vieterà di potersi prendere cura degli orfani perché sarebbero "già feriti dalla perdita dei genitori naturali, dall'abbandono o da altri traumi, hanno persino più bisogno degli altri di essere accolti in condizioni di eccellenza e completezza". Ma anche qui non si è inventato nulla, dato che tutte le sue tesi parrebbero copiate dalle teorie sostenute da Provita Onlus.

Contro i diritti delle persone trans, il programma di Vannacci sceglie temi violenti sdoganati dalla propaganda neofascista. Parla di “interventi di mutilazione” e promette un "divieto esplicito di interventi chirurgici di riassegnazione del sesso e di somministrazione di ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà ai minorenni, con previsione di reato universale, indipendentemente dal consenso dei genitori o dei tutori legali".
Insomma, la priorità educativa del genitore sventolata da Gandolfini varrebbe solo quando il genitore vorrebbe insegnare tolleranza ai figli, ma svanisce quando la destra vorrebbe infliggere dolore a bambini a loro sgraditi.

La lunga lista prosegue: "Proponiamo il divieto alla diffusione di programmi, scene tv, spot pubblicitari ecc. di contenuto genderista/omosessualista nel caso in cui a questi contenuti, per i mezzi, gli orari o altre circostanze, possano essere esposti i bambini. Inoltre, sosteniamo l'estensione della fascia protetta dalle ore 6 alle ore 23 per tutti i media audiovisivi, con sanzioni severe — fino alla sospensione della licenza — per le trasmissioni che violino i divieti".
Insomma, l'intera giornata televisiva dovrà proporre unicamente persone eterosessuali. Per questo lui vuole "vigilare affinché le cosiddette teorie di genere o simili aberranti ideologie non trovino spazio nelle scuole, negli istituti, nella pubblica amministrazione e nelle leggi". Ossia, non abbiano spazio nel dibattito pubblico, da riservare ai soli eterosessuali.

Non manca un capitolo sui Pride, definiti "parate, esibizioni e analoghi eventi di ‘orgoglio delle minoranze'". Il suo programma sostiene che lui li vieterà applicando gli articoli 527 (atti osceni), 726 (atti contrari alla pubblica decenza) e 609 quinquies (corruzione di minorenne) del Codice penale.
In pratica, proporrà gli stessi metodi repressivi con cui la polizia americana provocò i moti di Stonewall del1969.

Nonostante il suo programma definisce le identità lgbt come aberranti, proponga di cancellarle dai media e dalle scuole, suggerisca di vietare le loro famiglie, il programma di Vannacci prova a spacciare le tutele legale contro la discriminazione come una minaccia alla libertà di espressione: il suo partito si dice "contrario a leggi che possano introdurre il reato di cosiddetta ‘omotransfobia', ‘omofobia' e simili, rilevato che con queste diciture si intenderebbe punire chi, senza usare alcuna violenza fisica, sostiene opinioni di tipo tradizionale sul matrimonio, sull'identità di genere, sull'etica sessuale".
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