Il viaggio di Ulisse spiegato alla luce degli errori storici di Vannacci

Roberto Vannacci ha dichiarato: “Ulisse è l’uomo del patriarcato mediterraneo. Lascia la sua terra e la sua famiglia per andare a proteggere la patria. Dopo 20 anni, torna a Itaca e stermina i Proci, quelli che hanno cercato di insidiare la sua famiglia. È il nostro uomo di riferimento”.
A Vannacci piace usare il mito, come era prassi nel nazismo. Ma parlare di Ulisse come "uomo del patriarcato mediterraneo" e difensore della patria offrono un ritratto che contrasta apertamente con i poemi omerici.
- Il rifiuto iniziale: Ulisse non partì affatto per difendere i confini o la patria. Quando Palamede andò a chiamarlo per la spedizione contro Troia, finse la pazzia – seminando il sale con un bue e un asino – proprio per sottrarsi alla guerra e restare a Itaca con la moglie Penelope e il figlio appena nato Telemaco.
- Una guerra d'offensiva: La campagna di Troia fu una spedizione punitiva e di conquista mossa da una coalizione di regni achei nel territorio dell'attuale Turchia. Non vi fu alcuna "patria da proteggere" da un'invasione straniera.
- Natura del personaggio: Ridurre una figura mitologica complessa, ambigua e votata all'astuzia (polytropos) a un rigido stereotipo patriarcale tradisce sia il testo letterario che la natura stessa del mito, che sfugge a letture ideologiche contemporanee.
La geografia del mito: perché 20 anni non tornano
A rendere ancora più surreale l'accostamento patriottico è l'analisi dei tempi e delle distanze del viaggio. Dei venti anni totali di assenza di Ulisse, ben dieci furono trascorsi combattendo sotto le mura di Troia. Ma cosa accadde nei successivi dieci anni trascorsi per coprire il tragitto di ritorno verso Itaca?
- Le distanze reali: La rotta ideale tra Troia (nell'odierna Turchia occidentale) e l'isola di Itaca nel Mar Ionio è di circa 400-500 miglia marine in linea d'aria. Una galea achea, in condizioni di navigazione favorevoli, avrebbe potuto coprire questo tratto in meno di una settimana.
- Il "fuori programma" mitologico: Se sommiamo le tappe descritte nell'Odissea – l'avventura tra i Ciconi, i Lotofagi, l'isola dei Ciclopi, la terra di Eolo, l'incontro con la maga Circe, la discesa nell'Ade, i Sireni, Scilla e Cariddi e i sette anni di prigionia dorata trascorsi sull'isola di Ogigia con la ninfa Calipso – la rotta totale percorsa tra tempeste e smarrimenti nel Mediterraneo centrale e occidentale si aggira approssimativamente intorno alle 2.000 - 2.500 miglia marine.
Anche tenendo conto delle peripezie fantastiche e dei capricci di Poseidone, un peregrinare durato un decennio per spostarsi da una sponda all'altra del Mediterraneo racconta la storia di un vagabondo sperduto a causa della collera divina, non certo quella di un efficiente soldato in missione per la patria.