L'incessante retorica islamofoba della Lega


Ogni volta che la leghista Susanna Ceccardi propone un censimento delle moschee, verrebbe da ricordarle che al governo ci sono loro. E chi lo dovrebbe fare il suo censimento se non il suo governo? Ma forse nemmeno lei crede a proposte così inutili, avanzandole esclusivamente perché sa bene che dipingere il musulmano come un qualcuno che andrebbe monitorato perché pericoloso è utile ad alimentare il razzismo.



Ma se non potesse trascorrere le sue giornate a inveire contro i mussulmani, di che camperebbe la Ceccardi? Tornerebbe a fare la sindaca che piace a Salvini perché si rifiuta di celebrare unioni civili fra persone dello stesso sesso?

Più interessante sarebbe comprendere come gli intolleranti possano ancora andare dietro alle loro promesse. Quanti anni sono passati da quando Borghezio portava al pascolo dei maiali per protestare contro la costruzione di moschee? E cosa hanno fatto di concreto per dare seguito alle loro invettive?

Poi è vero che c'è chi è disgustato dalla sua propaganda islamofobia, ma chi l'apprezza non osserva che dalle parole non si passa mai ai fatti? e perché dovrebbero farlo, se per loro quell'intolleranza è fonte di reddito? Infatti, eliminassero le moschee, di che cosa parlerebbe la signora Ceccardi?
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