La crociata identitaria di Cerno: quando la laicità diventa un fastidio


Sarà che è più facile campare d'odio piuttosto che abolire le accuse, ma è a dir poco nauseante dover subire le quotidiane invettive di Tommaso Cerno, spesso finalizzate a soffiare sul fuoco dell'intolleranza.
​Oggi ci si lamenta persino del fatto che gli anglicani non vogliano imporre il loro credo agli altri, scontentando così chi vede in Gesù non una figura di fede, ma uno strumento identitario da sfruttare per fini di egemonia culturale.



Eppure basterebbe guardare alla realtà internazionale per ridimensionare certe polemiche di parte. Basti pensare all'uso dell'inglese in tutto il mondo accademico: da decenni, formule come BC (Before Christ) sono state affiancate o sostituite da BCE (Before Common Era), così come la sua controparte CE (Common Era).
​Wikipedia, i libri scolastici e le pubblicazioni universitarie della lingua più parlata al mondo adottano stabilmente questa convenzione. Questo non è un attacco alla tradizione, ma la dimostrazione che la società occidentale evolve. La laicità non diminuisce, anzi, si adatta e si espande: adottare un linguaggio inclusivo e condiviso rappresenta un ottimo compromesso per mantenere un metodo di computazione universale, rispettando al contempo la pluralità di chi abita il mondo contemporaneo.
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