Nicola Porro e il paradosso di Alice Weidel: analisi di un'ipocrisia


La storia pare ripetersi. Così come Mussolini corse da Hitler ad offrirsi come suo alleato, la destra populista non vede l'ora di collaborare all'ascesa dell'estrema destra dell'Adf. Grazie a loro, nei nuovi anni Venti si tornerà a parlare di "difesa della razza", di deportazioni di massa e i musulmani diventeranno i nuovi ebrei.
Come in epoca fascista, anche i gay verranno sistematicamente discriminati, con Vannacci che già propone di metterli al bando perché il maschio italico dovrà ingravidare donne italiche non appena lui avrà depenalizzato il femminicidio.

In tale contesto, è una loro contraddizione il fatto che la loro nuova eroina sia una donna lesbica, sposata con una extracomunitaria con cui ha avuto due figli. Eppure Nicola Porro prova a rigirare la frittata, spiegando che avere leader che disattendono le loro promesse discriminatorie sarebbe un dispetto a chi non discrimina:



Per quanto Porro cavalchi pruriginose fantasie su quanto Alice Weidel possa combinare a letto con la moglie extracomunitaria, nulla cancella l'omofobia di quanto c'è scritto nel suo programma.

Nell'articolo, scopriamo che è sufficiente manifestare ideologie filo-naziste per ottenere il rispetto della stampa populista. L'extracomunitaria non viene deumanizzata come loro abitudine e due donne vengono riconosciute come "famiglia" anche se quella definizione viene da loro messa in dubbio ogni volta che dei gay chiedono eguaglianza:



Ovviamente Spartaco Pupo non chiede a Vannacci come possa accettare che una lesbica possa sposarsi o avere figli, dato che il suo programma prevede un completo divieto alle famiglie gay. Per loro, offendere e irridere chi non è di estrema destra è la via di uscita da ogni contraddizione:



E chi mai vieterebbe a Alice Weidel si poter combattere contro la sua famiglia? Semmai è il sito di Porro che vorrebbe vietarci il diritto di trovare surreale le loro contraddizioni.
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