La retromarcia di Milo Yiannopoulos: di nuovo "gay", pentito del MAGA e rimpatriato nel Regno Unito


Chissà perché prina o poi tutti i sedicenti "ex-gay" ammettono di aver mentito. Questa vomta è il turno di Milo Yiannopoulos, ex paladino della destra estrema, che ha ammesso pubblicamente di essere ancora gay e sposato, dichiarandosi inoltre "profondamente pentito" del suo passato sostegno di Donald Trump e alle politiche MAGA.

La svolta è arrivata durante un'intervista rilasciata a Piers Morgan, registrata in seguito a un evento che ha ribaltato la sua situazione personale: il recente arresto da parte dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement) e la conseguente deportazione dagli Stati Uniti al Regno Unito.

La confessione sulla vita privata e l'addio al percorso "ex-gay"
Negli ultimi anni Yiannopoulos aveva fatto molto discutere per aver dichiarato di aver intrapreso un percorso per definirsi "ex-gay", arrivando a definire l'omosessualità come una forma di dipendenza e a promuovere la terapia di conversione. Tuttavia, incalzato da Piers Morgan, ha confermato di essere a tutti gli effetti un uomo omosessuale e di essere ancora sposato con suo marito, con cui vive (seppur separati in casa) a Los Angeles. Una svolta che arriva a distanza di anni dalle nozze celebrate alle Hawaii nel settembre 2017, un matrimonio sfruttato all'epoca anche per regolarizzare la sua posizione migratoria negli Stati Uniti.

Il trauma della deportazione e il ripensamento su Trump
Il cambiamento più clamoroso riguarda però il fronte politico. Yiannopoulos è stato per anni uno dei sostenitori più radicali del movimento MAGA e delle politiche di deportazione di massa, arrivando a invocare controlli severi dell'ICE nei luoghi pubblici e l'espulsione di milioni di immigrati.
Tuttavia, dopo essere stato fermato lo scorso 27 agosto all'aeroporto di New Orleans e rimpatriato d'urgenza nel Regno Unito, il quadro è cambiato radicalmente. L'attivista ha definito l'arresto e la detenzione un'esperienza "terrorizzante, umiliante e fisicamente degradante", aggiungendo di essere "molto vergognoso" per aver sostenuto Trump e ammettendo che non lo avrebbe mai appoggiato se avesse immaginato di poter finire vittima dello stesso sistema repressivo.
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