La tecnica del reset: Salvini e il ciclo eterno delle riforme mancate

Siamo praticamente al ridicolo. A Pontida, Salvini ha chiesto l'ennesimo mandato promettendo "il superamento definitivo dell'infame legge Fornero".
Il "superamento definitivo" o la "cancellazione" della legge Fornero è uno delle promesse più disattesw e longeve della comunicazione leghista. Ogni volta che si avvicina una scadenza elettorale o una legge di bilancio, la promessa viene rispolverata, declinata ogni volta con una sigla diversa:
- La campagna 2017-2018 ("Azzeramento totale"): All'indomani delle elezioni politiche e durante il governo giallo-verde, Salvini prometteva l'azzeramento totale della riforma e l'introduzione di "Quota 41" per tutti, definendo la Fornero una "follia".
- La parentesi di Quota 100 (2019): Presentata come il "superamento" della legge, si è rivelata una misura a tempo e dai requisiti rigidi, lontanissima dall'abolizione universale sbandierata nei comizi.
- I rilanci continui (da Quota 103 fino a Quota 64): Negli anni successivi, passando per le varie campagne elettorali e leggi di bilancio, la promessa si è ripetutamente rinnovata. L'ultimo capitolo si ripete ciclicamente sui prati di Pontida, dove il leader della Lega continua a invocare la cancellazione della Fornero come se la Lega non avesse già fatto parte di vari governi (inclusi quelli in cui sedeva da ministro o vicepremier).
Il parallelo speculare: il grande bluff delle "Accise sul Carburante"
Il copione della Fornero è lo specchio esatto di un'altra promessa storica e mai mantenuta di Matteo Salvini: il taglio o l'abolizione delle accise sulla benzina.
- La promessa dogmatica: Fin dai tempi dell'opposizione e amplificata durante la campagna del 2018, lo slogan era scolpito nella pietra: "Al primo Consiglio dei ministri cancelleremo le accise sulla benzina".
- Il banco di prova al governo: Una volta insediato al governo nel 2018 (e successivamente confermato come forza di maggioranza nei governi successivi), quel "primo Consiglio dei ministri" è arrivato e passato, ma le accise non solo sono rimaste intatte, ma in alcuni frangenti si sono registrati rincari e polemiche sulle mancate sterilizzazioni dei rincari fiscali.
- Le giustificazioni e i rinvii: Di fronte all'impossibilità di coprire i buchi di bilancio causati da una promessa economicamente irrealizzabile, la narrazione si è spostata su "mancanza di risorse", "impossibilità di fare tutto subito" o promesse condizionate (es. "le taglieremo se la benzina supera i 2 euro"), per poi riproporsi ciclicamente a ogni fiammata dei prezzi dei carburanti.
Mettendo a confronto i due dossier emergono due costanti della comunicazione politica di Salvini:
- La tecnica del "reset": Si promette l'abolizione totale di una tassa o di una legge molto impopolare (la Fornero o le accise) fingendo che il partito non sia mai stato al governo o non abbia avuto il potere di incidere.
- La ciclicità dell'annuncio: L'impegno non viene mai archiviato come "fallito", ma viene riciciclato periodicamente nei raduni di massa (come Pontida) o prima delle sessioni di bilancio, cambiando semplicemente il numero della quota pensionistica o la soglia del prezzo della benzina, confidando nella corta memoria dell'elettorato.