Mario Adinolfi fa pure la vittima


Adinolfi non era in vacanza, ma agli arresti domiciliari. Ciò rendeva abbastanza surreale che potesse continuare ad usare i social per comunicare con l'esterno, spesso chiedendo soldi ai suoi seguaci in cambio di abbonamenti al suo blog.
Oggi si è scoperto che non lo poteva fare e che lui, molto semplicemente, aveva deciso di fregarsene delle restrizioni. Cintura nera di vittimismo, persino con la polizia alla porta ha voluto violare le restrizioni e usare i social network per asserire che lui sarebbe il primo italiano che va in carcere per aver violato gli ordini del tribunale:



Il post lo abbiamo censurato noi, dato che quello che diceva di temere per l'incolumità delle sue figlie ha pubblicato il loro indirizzo di casa, scala ed interno inclusi.

Quasi comica è la difesa di alcuni suoi seguaci, i quali sostengono che una persona agli arresti per presunta truffa ed evasione sarebbe un perseguitato politico:



Basterebbe leggere il foglio pubblicato da Adinolfi per apprendere che la richiesta è stata avanzata da chi si dichiara vittima di truffa. Un'accusa che non ha nulla a che vedere con la politica, anche perché bisognerebbe capire quali "avversari" potrebbero temerlo. ma il medesimo successo si premura di promettere "preghiere" per l'indagato per truffa aggravata:



E per chi ha perso tutti i propri rispermi, nessuna preghiera?
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