Piovono firme per il referendum contro la legge Valditara

La mobilitazione contro la stretta sull'educazione sessuo-affettiva e il consenso informato a scuola continua a guadagnare terreno. Il fronte referendario per l'abrogazione della legge legata al ddl Valditara ha raggiunto quota 315mila firme, avvicinandosi sensibilmente all'obiettivo cruciale delle 500mila sottoscrizioni, da completare entro la scadenza del 30 settembre.
In questo scenario in forte fermento, la campagna incassa un nuovo e significativo endorsement: l'associazione radicale Certi Diritti è scesa ufficialmente in campo a sostegno del referendum, rilanciando con forza il valore politico e sociale dell'iniziativa.
"Una democrazia liberale non ha paura della conoscenza"
L'adesione di Certi Diritti arricchisce la rete trasversale di associazioni (tra cui Arcigay e varie sigle della rete Educare alle differenze) che si oppongono all'impianto della normativa.
A motivare la presa di posizione è la presidente dell'associazione, Chiara Squarcione, che ha sottolineato come l'accesso alle informazioni non debba essere ostacolato da barriere ideologiche: «Una democrazia liberale non dovrebbe avere paura della conoscenza, soprattutto quando quella conoscenza riguarda il corpo, la salute, le relazioni e la capacità di compiere scelte consapevoli».
Nel mirino del comitato referendario c'è in particolare la subordinazione — prevista dalla legge — dell'accesso all'informazione scolastica al rigido veto delle famiglie, un meccanismo che secondo i promotori finisce per penalizzare anche i minori più vicini alla maggiore età.
Non solo stop ai veti: la sfida culturale
Dal canto suo, Lorenzo Bodellini, membro del Consiglio direttivo di Certi Diritti, ha voluto rimarcare la visione che anima l'alleanza: l'intento non è imporre una "pedagogia di Stato", bensì garantire presidi di informazione scientificamente fondati. Al centro dei percorsi formativi dovrebbero esserci temi chiave come il rispetto del consenso, la prevenzione, la salute sessuale e la consapevolezza del proprio corpo.
Clicca qui per sostenere il referendum.