Quando il giornalismo sceglie la via dello scontro sistematico

La retorica di Tommaso Cerno appare a dir poco nauseante. In rarissimi casi prova ad argomentare le sue opinabili idee, preferendo una comunicazione incentrata sul fomentare odio e ostentare disprezzo verso chi non la pensa come lui.
Ad esempio, oggi non ci spiega perché lui ritenga cil segregazionismo sarebbero cosa buona e giusta, preferendo raccontare che colpire i bambini sarebbe un dispetto al tizio dalla pelle scura che lui ha sbattuto in prima pagina:

La sua condotta non pare casuale. Per sua stessa definizione, l'ideologia populista è un'aberrazione del pensiero che sa solo distruggere. Nulla viene fatto per qualcosa, tutto viene fatto contro qualcuno. L'impressione è che Cerno sappia bene che per piacere ai populisti dovrà trascorrere le sue giornate ad inveire contro ogni minoranza. Non a caso, tutti i suoi post fomentano qualcuno a chiedere deportazioni e punizioni per chi dissente dalla loro ideologia:


Secondo i signori che Cerno fomenta all'intolleranza, le deportazioni sarebbero la giusta risposta chi chiede che i propri figli non siano discriminati. Ma a furia di soffiare sul fuoco dell'intolleranza, chissà che non ne restino scottati. Infatti le teorie di Vannacci prevederebbero che Cerno ci messo al bando dalla tv perché non eterosessuale. A furia di odiare tutti finiranno con l'odiarsi a vicenda.