Sasso vorrebbe Indottrinare i bambini alla sua omofobia

Il recente attacco sferrato da Rossano Sasso a Pierluigi Diaco non è soltanto l'ennesimo episodio di scontro politico televisivo, ma rappresenta il sintomo allarmante di una deriva culturale e sociale. Sotto la bandiera di una presunta "difesa dei minori", esponenti politici come Sasso (in scia alle linee guida di stampo vannacciano) tentano di imporre una visione retrograda che confonde la normalità dell'affetto con un pericolo da censurare.
Nel corso della trasmissione BellaMà su Rai2, Pierluigi Diaco ha condiviso con il pubblico un ricordo intimo e luminoso: la scelta, condivisa con il marito Alessio Orsingher in occasione della loro unione civile, di sedersi a tavola con i bambini presenti alla festa. Un momento raccontato con la semplicità e la purezza che appartengono all'infanzia, dove l'amore viene percepito per quello che è, senza filtri ideologici.
Tanto ha fatto infuriare l'ex leghista Rossano Sasso, il quale ha dichiarato che "non ci interessa cosa fanno conduttori o autori televisivi sotto le lenzuola, ma cosa guardano i bambini italiani".
Peccato che il vero tentativo di indottrinamento è quelo di etichettare la naturale visibilità di una famiglia legittima come un contenuto "nocivo" da confinare o censurare (magari dietro una fascia protetta fino alle 23, come proposto dal suo leader.
Indottrinamento è anche il tentativo di insegnare ai bambini che esisterebbero affetti "di serie A" e affetti "di serie B", alimentando il pregiudizio e la discriminazione istituzionalizzata.
Ridurre l'affettività e i diritti civili a "contenuti omosessualisti" da nascondere non fa che isolare l'Italia dal resto del panorama civile europeo. Fortunatamente, la levata di scudi trasversale – che ha visto la presa di posizione del Consiglio di Amministrazione della Rai, di esponenti di vari schieramenti politici – dimostra che questa narrazione medievale non rappresenta il Paese reale.
Tentare di plasmare la percezione dell'infanzia attraverso il bavaglio e la paura è un esercizio di potere autoritario. I bambini non hanno bisogno di essere protetti dall'amore e dal rispetto, ma hanno urgentemente bisogno di essere protetti da chi usa le istituzioni e i media per diffondere l'intolleranza.