Tulln, Reis da Silva e Brunold nella prima finale arcobaleno


A Tulln, in Austria e per la prima volta nella storia del tennis professionistico, una finale ha visto di fronte due tennisti dichiaratamente gay e ancora in attività: il brasiliano Joao Lucas Reis da Silva e lo svizzero Mika Brunold.

La sfida sul campo e il trionfo di Brunold
Al termine di un match combattuto, ad imporsi è stato Mika Brunold con il punteggio di 6-4, 6-3. Al di là del trofeo e del montepremi, tuttavia, il momento più alto dell'intero torneo si è verificato subito dopo l'ultimo punto, durante la cerimonia di premiazione.
Prendendo la parola sul campo, Mika Brunold ha voluto rivolgere parole di profonda gratitudine al suo avversario. Il tennista svizzero ha rivelato pubblicamente come il coming out di Reis da Silva, avvenuto un anno prima, sia stato fondamentale per dargli la forza e il coraggio di fare lo stesso. Brunold ha sottolineato come entrambi possano ora rappresentare dei modelli positivi e punti di riferimento per chiunque stia affrontando difficoltà legate alla propria sessualità, raccogliendo i calorosi applausi del pubblico e un sorriso carico di emozione da parte di Joao Lucas.

Il percorso pionieristico dei due atleti
Joao Lucas Reis da Silva ha aperto la strada nel 2024, diventando il primo tennista professionista in attività a dichiarare la propria omosessualità. Da quel momento, il brasiliano ha infranto diversi tabù, partecipando alle qualificazioni Slam e diventando il primo uomo apertamente gay a competere nel tabellone principale di un torneo ATP 500 al Rio Open 2026.
Sulle sue orme, alla fine del 2025, Mika Brunold ha scelto di condividere apertamente la propria storia attraverso una lettera pubblica, sottolineando come nascondersi non fosse un'opzione accettabile. Le reazioni ampiamente positive del pubblico e dell'ambiente sportivo hanno accompagnato la sua crescita, culminata nel debutto in Coppa Davis a febbraio 2026 e, oggi, in questa storica finale a Tulln.
Con questa partita, Brunold e Reis da Silva hanno scritto un capitolo del tutto inedito per il tennis mondiale, dimostrando come il coraggio della visibilità possa camminare di pari passo con l'eccellenza sportiva.
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