Omofobia e diritti umani: le contraddizioni del pastore Luigi Carollo

Forse si può sostenere che le posizioni del pastore evangelico Luigi Carollo lo rendano moralmente pro-crimini di Netanyahu, ma la sua specifica condotta non ci legittima in alcun modo ad affermare che tutti i fedeli evangelici sarebbero pro-genocidio.
Eppure, secondo la logica di Carollo, basta difendere l'inviolabilità dei diritti umani fondamentali di fronte a un massacro per essere etichettati negativamente. Se un singolo sito osa sostenere che i diritti della popolazione civile vadano tutelati a prescindere dall'odio e dalle discriminazioni, Carollo liquido tutto sostenendo che la comunità LGBT+ sia acriticamente "pro-pal".

Il ragionamento avanzato da Carollo pretende di evidenziare una presunta contraddizione: perché le persone LGBTQ+ dovrebbero difendere popolazioni di paesi a maggioranza islamica dove l'omofobia è sistematica e spesso punita dalla legge?
L'ipocrisia di questo argomento risiede in alcuni aspetti fondamentali. Nessuno mette in dubbio che l'omofobia diffusa in diversi Paesi del Medio Oriente o in ambienti islamici radicali vada condannata con la massima fermezza. Tuttavia, la violazione dei diritti umani in una società non può mai trasformarsi nella giustificazione per lo sterminio, il bombardamento o la punizione collettiva di un intero popolo.
Inoltre pare quantomeno paradossale che a dare lezioni di difesa dei diritti LGBTQ+ sia un predicatore che, nei suoi stessi interventi pubblici, definisce apertamente l'omosessualità come "un atto di Satana". Si assiste così a una surreale "gara a chi è più omofobo", in cui l'avversario viene strumentalizzato unicamente per coprire i propri pregiudizi.

La difesa dei diritti umani non è un baratto politico né una questione di convenienza. L'odio, la violenza e la discriminazione verso i musulmani non diventano accettabili solo perché in alcuni contesti islamici le persone LGBTQ+ sono perseguitate.
I diritti fondamentali appartengono all'essere umano in quanto tale. Pretendere la fine di violenze ed elisioni sistematiche nei confronti di un popolo non significa avvallare la repressione interna di quel popolo, ma ribadire un principio universale che vale per tutti: nessuno merita la disumanizzazione o la morte.
Se Carollo vuole insultarci, almeno eviti di dare dalsa testimonianza e di atteibuirci tesi campate in aria. Perché poche cose sono più deplorevoli di un omofobo che sfrutta l'omofobia per predicare odio religioso.