Quello sarebbe il "simbolo" della Milano che vorrebbero Cerno?

Tommaso Cerno pare avere molte pretese. Vuole che i gay accettino gli insulti perché a lui piace auto-etichettarsi con termini omofobi. Vorrebbe negare il diritto all'esistenza dei musulmani perché esige che tutti si professino credenti nel "dio della Sardone". Ed ora vorrebbe persino decidere chi dovrebbe rappresentare Milano.

Il suo nuovo "eroe" è un ragazzo dai modi molto effeminatoi che sbraita per strada, urlando di voler prendere a "calci in culo" chiunque non rispetti i suoi canoni di decoro, offrendo un perfetto esempio della retorica su cui campano le destre populiste. Le stesse destre che poi cercano il voto di chi vorrebbe prendere a calci nel sedere proprio i gay.
Nel video, il nuovo "eroe" dei populisti pare ripetere tutti gli slogan coniati dalla destra omofoba, elargendo una lunga lista di frasi fatte:
Io non sopporto più queste persone! Conosco un sacco di gente che viene da tutto il mondo e si impegna, e la mattina viene qua a lavorare. Se tu vieni qua e mi distruggi il mio Paese, te ne torni a casa tua! A calci in culo!
Mi hanno rotto i coglioni, non ce la faccio più! Poi loro vengono qua e va tutto bene... Poi se stuprano mia figlia o mia sorella ne parliamo, e viene qua la Schlein a dire tutte queste cazzate!
Io non sopporto più questa gente! Ho 23 anni e voglio vivere nella mia città!
Dobbiamo essere noi! Noi dobbiamo iniziare a ribellarci! Non esiste più la mia città... Mio nonno, il mio bisnonno ha costruito questo!
Il il ragazzo passa disinvoltamente dal citare gli immigrati "buoni che lavorano" all'evocare gli stereotipi più classici del populismo di destra: la minaccia costante dello "stupro a figlie e sorelle", l'attacco alla sinistra ("la Schlein che dice cazzate") e l'appello identitario al "mio Paese" e al "bisnonno che ha costruito questo".
Mancava solo si mettesse ad urlare che i gay corrompono i bambini col "gender" e che i "veri maschi" non devono mostrare atteggiamenti femminili.
È l'ennesimo corto circuito politico e culturale: si celebra la rabbia sguaiata e la giustizia da strada quando si adegua agli slogan della maggioranza politica, dimenticando che questo stesso clima di intolleranza e retorica aggressiva potrebbe finire col colpire noi stessi.

Interessante è come l'idolo di Cerno dica: "Conosco chi si impegna e si alza alle 5 per lavorare". Nemmeno ci prova ad inserirsi nella categoria di chi fa lavori pesanti, manco si volesse lanentare di come altre persone non siano dosposte a sacrificarsi per mantenere la sua classe sociale.