Tra la zucca colorata e il "pericolo occulto": l’eterna crociata di Carollo contro Halloween


Ogni anno, puntuale come l’autunno, si rinnova il rito mediatico del pastore evangelico Luigi Carollo contro Halloween. Armato di post social, slide esplicative e citazioni bibliche, il pastore della Sabaoth Church Modena torna alla carica per mettere in guardia famiglie e bambini da quella che definisce una "banalizzazione del male".



La questione, tuttavia, non risiede nella legittimità della scelta personale: nessuno discute il diritto di un individuo o di una comunità religiosa di non festeggiare una ricorrenza. Il nodo critico – e politicamente rilevante – riguarda piuttosto la tendenza a organizzare eventi pubblici e narrazioni d'impatto che mirano a demonizzare una festa laica e i bambini che la scelgono come momento di gioco.



La retorica del "pericolo occulto"
Analizzando i contenuti diffusi da Carollo, come le slide dal titolo "La verità sulle sue origini", emerge una lettura a senso unico della festività. Si etichettano come "simboli satanici" o "stregoneria" elementi che, nella stragrande maggioranza dei casi, rappresentano per i più piccoli nient'altro che una maschera divertente, un travestimento e l'occasione per raccogliere qualche caramella.
Assuefare i bambini a simboli macabri – sostiene la tesi del pastore – rischierebbe di far sembrare innocuo ciò che non lo è. Ma è davvero così? Nella società contemporanea, Halloween ha perso quasi del tutto la sua originaria (e peraltro storicamente complessa) valenza spirituale o celtica, trasformandosi in una festa carnevalesca e pop, svuotata da ogni reale intento occulto. Continuare a dipingerla come una minaccia esistenziale appare non solo anacronistico, ma frutto di una spettacolarizzazione ideologica del timore.

Dalla critica alla contrapposizione pubblica
Ciò che stona maggiormente è il cortocircuito tra la condanna di Halloween e la proposta di eventi alternativi – come la "Festa della Luce" o laboratori in cui si colora la zucca – organizzati con la stessa identica tempistica (il 31 ottobre) e rivolti allo stesso target di pubblico.
Se l'intento dichiarato è quello di allontanare i giovani dalle "tenebre", la strategia scelta finisce per alimentare una polarizzazione inutile: da una parte i "buoni" che celebrano la luce, dall'altra i "cattivi" (o semplicemente gli incauti) che rischiano di finire nella rete dell'oscurità.

La libertà di culto e di espressione garantisce a chiunque di promuovere i propri valori e di educare i propri figli secondo la propria fede. Tuttavia, trasformare una festa di quartiere in un terreno di scontro ideologico, etichettando il divertimento altrui come un tramite del male, non fa che acuire le divisioni culturali. Forse, in un momento storico in cui i veri pericoli per i giovani sono ben altri, demonizzare una zucca intagliata o un costume da fantasma è l'ennesimo esercizio di una polemica sterile, utile forse a far parlare di sé, ma ben lontana dal cogliere la complessità del mondo reale.
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