Madonna sfida la legge anti-gay di San Pietroburgo



Ancor prima del suo inizio, in Russia si respirava già un'aria di tensione per il concerto che Madonna ha tenuto ieri sera a San Pietroburgo, città natale del presidente Putin.
Nei giorni scorsi, in seguito al suo appello per la liberazione delle tre cantanti della punk band anti-Putin Pussy Riot, il vicepremier Dimitri Rogozin l'aveva volgarmente insultata su Twitter scrivendo: «Ogni ex putt**na tende a dare in giro lezioni di morale, in particolare quando si trova in tournee all'estero». Gli ortodossi, invece, hanno atteso il concerto organizzando cerimonie in cui bruciare pubblicamente le sue fotografie. Il timore di autorità politiche e religiose era anche quello che Madonna potesse decidere di sfidare le cosiddette leggi anti-gay del Paese. E così è stato.
Dal palco la cantante ha affermato: «La comunità gay, gli omosessuali, hanno lo stesso diritto di vivere con dignità, con rispetto ed amore». Poi ha chiesto al pubblico di esprimere «amore e stima» nei confronti della comunità lgbt sollevando in aria i braccialetti rosa che erano stati distribuiti all'ingresso. Una richiesta alla quale la folla ha risposto in maniera molto numerosa.
Il deputato Vitaly Milonov, uno degli autori della legge, ha annunciato un esposto agli organizzatori del concerto perché «rispondano della violazione della legge. Abbiamo registrato il concerto, c'erano ragazzini di dodici anni, bambini. Riteniamo che la legge sul divieto della propaganda omosessuale sia stata infranta».
Malcontento è stato espresso anche da alcuni attivisti gay , i quali avrebbero preferito vedere l'annullamento del concerto non appena approvata la norma anziché un discorso dal palco.
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