Il M5S proporrà il matrimonio egualitario


Al momento non c'è un governo e non c'è un accordo dalle parti. Se gli otto punti proposti da Bersani (fra i quali anche l'introduzione delle unioni civili alla tedesca) paiono ormai accantonati, a questi si sono aggiunti gli otto punti (dal sapore prettamente elettorale) proposti da Berlusconi e nei quali -manco a dirlo- i diritti civili non trovano alcun posto.
Su questo scenario tutt'altro che roseo, l'Huffingtom Post fa sapere che il Movimento 5 Stelle è in procinto di presentare tre disegni di legge per l'introduzione del matrimonio egualitario e per la lotta all'omofobia e la transfobia. Punti non inclusi esplicitamente nel loro programma elettoralie ma ora fortemente voluti dagli attivisti piemontesi su proposta delle Rete Lenford (un'associazione di avvocati per i diritti lgbt). Durante la scorsa legislatura l'Italia dei Valori presentò un progetto di legge simile ma, in quel caso, il testo non venne mai neppure discusso.
Il ddl chiave è quello che riguarda le "modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell'accesso al matrimonio in favore delle coppie formate dallo stesso sesso" dove, attraverso l'introduzione dell'articolo 91, il M5S intende riconoscere il "matrimonio egualitario" (ossia senza distinzione di sessi od orientamento) come già avviene in Spagna, Portogallo, Olanda e Belgio.
Il progetto prevede anche che i figli del coniuge (sia di sesso opposto che dello stesso sesso) siano riconosciuti come figli del partner «anche quando il concepimento avviene mediante il ricorso a tecniche di riproduzione medicalmente assistita, inclusa la maternità surrogata». Gli altri due disegni di legge, invece, riguardano la lotta all'omofobia e alla transfobia, nonché la modifica nelle norme di attribuzione di sesso.

Update: Attraverso Twitter il vicepresidente del Pd, Ivan Scalfarotto, ha fatto notare che le tre leggi proposte sono molto simili a quelle da lui stesso presentate al primo giorno di legislatura (uno sul matrimonio egualitario, uno sul contrasto all'omofobia e la transfobia e uno sulla modificazione dell'attribuzione di sesso). A questo punto, però, non si capisce il motivo che ha spinto il M5S a presentare tre nuovi testi così simili anziché fornire il proprio appoggio a quelli di Scalfarotto, quasi come se la questione non fosse la sostanza ma l'appartenenza politica di chi ha presentato i testi.
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