Parigi: proteste contro i matrimoni gay, 40 arresti


Novantasei fermi e trentanove persone trasferite in stato di detenzione preventiva: è questo il bilancio della nuova manifestazione organizzati dagli oppositori alla recente legge sulle nozze e le adozioni gay.
Circa 150.000 persone (oltre un milione dicono gli organizzatori della Manif pour Tous) sono scesi in piazza per chiedere l'abolizione dei diritti concessi alle coppie gay, riunendo sotto la propria bandiera gruppi religiosi e neofascisti. Ed è proprio un gruppo di estrema destra che ha colto l'occasione anche per irrompere ed occupare la sede del partito socialista, esponendo dalle finestre uno striscione inneggiante alle dimissioni di Hollande.
Una dura condanna a quanto avvenuto è giunta anche da alcuni leader politici che in questi mesi si sono opposti alla norma. Frigide Barjot, uno dei leader dell'opposizione alla legge, ha precisato: «Il ritiro della legge non è più possibile. La Manif pour Tous ha fatto il suo tempo, ed è meglio così, perché il suo messaggio non era più appropriato», sottolineando come oggi il predominio degli oppositori sia stato assunto dai gruppi ultraconservatori del movimento che stanno conducendo solo «a degenerazioni».
Ma non solo. In nottata gli scontri sono proseguiti per le strade della città e gli agenti di polizia hanno arrestato circa cento militanti di estrema destra che hanno rifiutato di allontanarsi dopo la fine della manifestazione ed hanno iniziato a lanciare pietre e bottiglie contro le forze dell'ordine.
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