Il cardinal Caffarra: «Omo ed etero coppie equivalenti? Viene da piangere»


«Affermare che omo e etero sono coppie equivalenti, che per la società e per i figli non fa differenza è negare un'evidenza che a doverla spiegare vien da piangere. Siamo giunti a un tale oscuramento della ragione da pensare che siano le leggi a stabilire la verità delle cose». Ad affermarlo è il cardinale di Bologna, Carlo Caffarra, che ha così preso posizione contro il discorso pronunciato da Virginio Merola in occasione del Pride cittadino. In quell'occasione, infatti, il sindaco aveva auspicato il riconoscimento di maggiori diritti per le coppie gay: «La strada è segnata, la direzione è chiara. Anche l'Italia deve riconoscere i matrimoni gay e i diritti gay all'adozione», aveva affermato.
Ma secondo il porporato, «quanto da lui profetato come ineluttabile destino del Paese a diventare definitivamente civile riconoscendo alle coppie omosessuali il diritto alle nozze e all'adozione è una battuta a braccio che costa poco: tanto non dipende dal sindaco [...] ciò non toglie la gravità di tale pubblica presa di posizione da parte di chi rappresenta l'intera città. E dove mettere il cittadino che non per fobia ma con motivate ragioni ritiene matrimonio ciò che è stato definito tale fin dagli albori della civiltà o ritiene non si possa parlare di un diritto ad adottare ma del diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre?».
Secondo Caffarra, infatti, «questo cittadino, con la sua cultura e le sue ragioni, è da giudicare incivile e fuori dalla storia, condannato a sentirsi estraneo in casa sua, perché non riesce a stare al passo del sedicente progresso? Naturalmente ci sarà chi, riempiendosi la bocca di laicità dello Stato, ci accuserà di voler imporre una dottrina religiosa. Ma qui non c'entra religione o partito, omofobia o discriminazione: sono i fondamentali di una civiltà estesa quanto il mondo e antica quanto la storia ad essere minati; e forse non ci si accorge dell'enormità della posta in gioco».
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