Le Hawaii cesseranno di difendere la legge contro i matrimoni gay: «Il sentimento popolare è cambiato»


Il 2 dicembre scorso il matrimonio egualitario entrò in vigore alle Hawaii dopo che la Corte Costituzionale sentenziò l'incostituzionalità del loro divieto (nell'immagine di apertura Jonipher Kwong e Chris Nelson, i primi due sposi dello stesso sesso). Il vescovo di Honolulu sostenne che avrebbero portato «più povertà, più suicidi e più problemi» e più di 5 mila persone chiesero di essere ascoltati dal governo al solo fine di ritardarne l'approvazione.
Da allora la procura generale del Paese non ha mai smesso di difendere in tribunale la legge incostituzionale che ne vietava espressamente la celebrazione, perlomeno sino ad oggi. A cinque mesi da allora, infatti, lo Stato ha finalmente annunciato che cesserà ogni tentativo di ripristino della norma.
«La legge, la politica e il sentimento popolare delle Hawaii è chiaramente e drasticamente cambiato a favore del matrimonio egualitario» afferma una nota ufficiale.
Negli ultimi cinque mesi più di 1.400 coppie omosessuali si sono sposate ed evidentemente dev'essere parso evidente a tutti che il coronamento del loro amore non ha tolto niente a nessuno (né tantomeno porta alle disgrazie paventate dal vescovo), quasi a dimostrazione dell'inconsistenza delle paure che alimentano l'omofobia soprattutto in presenza di personaggi pronte a cavalcarle e a sostenerle.
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