Provita: «Dietro agli attivisti gay c'è lussuria, esoterismo e persino satanismo»


«Altro che gaiezza, il mondo omosessuale è profondamente triste, il riflesso di un disagio profondo». È quanto scrive Notizie Provita all'interno della sua incessante campagna di denigrazione della comunità lgbt.
Ancora una volta l'associazione è ricorsa ai racconti del solito Luca Di Tolve, l'uomo che dice si essere «guarito» dall'omosessualità e che vive organizzando ritiri spirituali rivolti a gay in difficoltà (a cui lui promette una conversione eterosessuale attraverso la preghiera).
Provita lo presenta come «chi ha frequentato l'ambiente lgbt per anni, dal di dentro, in modo convinto e da protagonista di successo, testimonia la tristezza e la sofferenza che ci sono dietro l'ostentata gaiezza degli attivisti gay: lussuria, esoterismo, e persino satanismo, possono essere espressioni "normali" di personalità ferite».

Dopo aver millantato dubbie cariche nell'Arcigay, Di Tolve si lancia nel sostenere che dietro al mondo omosessuale «c'è un disagio, c'è una ferita profonda, altrimenti non farebbero tutto quello che fanno». Sostiene anche che si quel disagio a spingerli al suicidio e non l'omofobia (non è chiaro se sia stato lui a copiare la teoria di Gandolfini o viceversa).
A suo dire «lo stile di vita gay» imporrebbe di «divertirsi a tutti i costi, non potere neanche parlare di quel che si sente dentro, è un sintomo forte di disagio. E questo si manifesta in una vulnerabilità incredibile, ti porta ad avere un profondo senso d'inferiorità e anche un senso di rivalsa e di invidia». Poi, riprendendo le screditate teorie che vedrebbero l'omosessualità come un malattia ed afferma che «la ferita che si portano dentro diventa l'impossibilità di fiorire nella propria identità».
Si sostiene che nell'ambiente gay «si tira cocaina, si fa sesso. La lussuria è una delle più comuni espressioni di questo disagio, è una risposta all'incapacità di relazionarsi in modo normale. Non per niente la proposta principale delle associazioni gay sono locali da divertimento, saune, creare soprattutto una dipendenza dal gruppo che genera attività commerciali».

A questo punto bisogna fare una pausa e parlare di ciò che Notizie Provita evita accuratamente di dire. Di Tolve è generalmente conosciuto come quello «che era gay e ora sta con lei» (ossia il ritornello della canzone di Povia) ma ciò che l'ha spinto verso le cosiddette terapie riparative è un fatto ben preciso: dopo aver passato la gioventù a praticare sesso sfrenato, è entrato in crisi nello scoprire di essere divenuto sieropositivo. Da quel momento ha iniziato a sviluppare un profondo risentimento verso la comunità gay e òe fantomatiche teorie di Nicolosi gli hanno offerto la risposta che pare desiderasse tanto: la sua omosessualità era colpa della famiglia e la sua sieropositività era colpa dei gay. Lui ne usciva privo di colpe dato che erano stati i gay a fargli quello (nonostante lui proseguì a fare sesso non protetto incurante dei rischi per gli altri).
Di Tolve decise di non chiedere aiuto all'Associazione Solidarietà Aids (ASA) che aveva sede negli stessi locali che lui frequentava ma preferì rivolgersi ad alcuni esponenti di estrema destra. Le sue amicizie inclusero Marco Invernizzi (Alleanza Cattolica) e Staggia Senese (Amici del Timone). Si fece anche intervistare da Corrispondenza Romana di Roberto de Mattei che lo usò per sostenere che «dall'omosessualità si può e si deve guarire».

Detto questo è più contestualizzata la serie di insulti che Provita spaccia per autorevoli. Si parte con il sostenere che «le associazioni gay non hanno mai fatto nulla per aiutare le persone omosessuali, per togliere le persone dalla strada, offrire un supporto a persone in difficoltà, aiutare le persone colpite da Aids. Anche nel periodo storico in cui tanti morivano di Aids, ad esempio, l'Arcigay non ha mai fatto nulla per questo. L'unico interesse era ed è far tesserare le persone, perché poi questo dà un potere politico. E creare un gigantesco intreccio economico-finanziario».

Poi aggiunge che fra gay non può esserci fedeltà né amicizia:

Chissà perché nessuno ha mai fatto un'inchiesta per andare a vedere che fine hanno fatto quelle coppie che si sono "sposate" tanti anni fa c'è una unità nel mondo gay che è di facciata, che è soprattutto un legame di interessi (come per esempio nel mondo del lavoro), ma in realtà è un'altra cosa, ci si fa male l'uno con l'altro, anche nell'amicizia. Anzi, in fondo non esiste neanche'l’amicizia tra gay e gay. Tu sei amico perché esci con quella persona, ma poi molto spesso ti rubano i soldi: a una mia amica le rubavano i vestiti ogni volta che andavano a trovarla. Non sono casi isolati, ma è la norma. E nei rapporti affettivi domina l'instabilità, anche quelli che restano insieme alla fine diventano due amiconi, rimangono insieme per interesse o per lavoro, e ognuno si fa i fatti suoi. Rimangono insieme perché la solitudine è tremenda, ma di quelli che non ce la fanno a nessuno interessa.

Si passa poi al dire che i gay siano un attacco a Dio dato che l'omosessualità non è naturale e che «la causa principale che ferisce le persone e le porta all'omosessualità è la mancanza del padre. Anche della madre, ma soprattutto del padre. Vale per i maschi ma anche per le femmine, perché una ragazza che vede sua madre picchiata o che sperimenta l'assenza del padre sarà portata a odiare il maschio. Ebbene, non avendo un rapporto col padre non riesci neanche a stabilire un rapporto con Dio Padre».
Sostiene anche che «così si comprende come la diffusione dell'omosessualità e l'attacco a Dio siano due facce della stessa medaglia. E si comprende anche come la distruzione della famiglia, la sua debolezza sia una causa dell'omosessualità: tanti ragazzi ad esempio sono abusati, è una ferita enorme che produce questi risultati». Ormai senza limiti, Di Tolve sostiene anche che «oggi cresce anche l'omosessualità culturale, sociale, ovvero la spinta che viene dalla società che porta a considerare l'omosessualità un'opzione come un'altra. Così, per un adolescente basta che vada male con una ragazza, che si è spinti magari a provare con un ragazzo. Uno pensa così di risolvere un problema di relazione, invece pagherà un prezzo altissimo».

Ma la vera domanda è perché mai Notizie Provita abbia deciso di propinare simili porcherie ai suoi lettori (già di per sé omofobi e poco informati sull'omosessualità) spacciandole come una testimonianza autorevole da cui si debbano trarre le conclusioni. La risposta pare arrivare dai commenti, dove c'è sempre chi applaude a chiunque vomiti veleno contro i gay.

Uno in particolare merita una menzione. Un tizio sostiene di conoscere dei senzatetto gay che non amano i propri genitori e pare non gli sia neppure passato per la testa l'idea che l'abbandono possa avere alimentato quel sentimento: lui è certo che quella sia la prova empirica di quanto affermato da Di Tolve. Cita poi i suoi studi in yoga nell'affermare che: «ho imparato che i propri pensieri influenzano l'emissione delle ghiandole endocrine. Quindi esperienze omosessuali in età giovanile fanno emettere ormoni contrari al proprio sesso. Capisco così l'insegnamento della Chiesa che consiglia di evitare i cattivi pensieri».
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