Poco interesse, non apre la scuola anti-gay di Brescia


Si chiama "Alleanza Parentale" ed è un'iniziativa fortemente voluta dalle Sentinelle in Piedi e dal comitato organizzatore del Family day. Entrambi si dicono convinti che sia necessario impedire ai propri figli di frequentare le scuole perché c'è il rischio che possano crescere liberi da pregiudizi. Ed è così che si è pensato di dar vita a delle scuole «anti gender» che possano assicurare la crescita di bambini indottrinati e fortemente omofobi.
L'idea era piaciuta tanto anche al parroco di San Zeno, vicino a Brescia, da portarlo ad offrire gli spazi dell'oratorio San Giovanni Bosco in modo da rendere possibile quel progetto aberrante (che peraltro pare abbia già trovato concretizzazioni a Poggibonsi, Schio, Vicenza e Padova).
Fortunatamente pare che nessun bambini bresciano verrà costretto ad essere educati lontano dai coetanei attraverso schemi ideologizzati basati sui più biechi pregiudizi dei genitori: l'interesse dimostrato è stato talmente ridotto da rendere impossibile dar vita a quelle classi. Classi che probabilmente potrebbero anche diventare veri e propri lager se un qualche bigotto dovesse iscriverci i figli gay in modo da costringerli a passare la giornata a sentirsi dire che valgono meno degli altri e che sono sbagliati al cospetto di Dio (tanto al massimo si suicideranno, ma si sa che ad alcuni bigotti non interessa molto dei figli non-eterosessuali).
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