Sulle unioni civili Renzi eseguirà gli ordini di Bagnasco, in arrivo distinguo di stampo fascista


Come prevedibile, le anticipazioni di Avvenire prontamente smentite dal Pd si sono rivelate esatte. Renzi ha deciso di cambiare rotta e ai gay riserverà solo unioni ghetto costellate di distinguo che li possano far accomunare a quelle teorizzate in epica fascista. Tutto ciò pur di rendere legge ciò che maggiormente può far del male alla comunità gay secondo i diktat di Angelo Bagnasco.

A pochi giorni dalle alle pagine del Corriere della Sera, il premier ha dichiarato: «Le unioni civili si faranno. Punto. Anche qui: usciamo da vent'anni di scontri ideologici. Anche qui: ci sono i numeri per una forzatura, ma spero di trovare un punto d'intesa ampio».
L'intesa che Renzi vuole cercare è con il Nuovo Centrodestra e con la Lega, due partiti che basano la loro campagna elettorale nel promettere restrizioni legislative che impediscano che i gay possano essere riconosciuti come esseri umani meritevoli di diritti. Ma a preoccupare è come dinnanzi alle orribili parole Pronunciate da Bagnasco (che si dice certo che i gay valgano meno degli etero e che non si debba garantire loro pari dignità), Renzi loda quella posizione ed afferma che «Il richiamo alla famiglia tuttavia non è in contraddizione con le unioni civili ed è un richiamo molto corretto, secondo me».
Nell'occasione ha anche promesso fondi riservati ai partecipati al family day (i neocatecumenali hanno una marea di figli dato che sostengono che Dio voglia che qualunque rapporto sessuale con la moglie debba necessariamente concludersi con l'inseminazione), accogliendo la richiesta del Ncd per la destinazione di fondi pubblici a famiglie rigorosamente eterosessuali. Renzi ha dunque assicurato che «Nella legge di Stabilità va inserito un piano famiglia, dagli asili nido fino agli interventi per i bambini poveri e le famiglie numerose».

Intanto è scoppiata una polemica attorno alla relatrice della legge sulle unioni civili, dopo che la Cirinnà ha assicurato che i tavoli lgbt erano favorevoli all'eliminazione di ogni riferimento al matrimonio (di fatto eliminando i gay dalle tutele costituzionali che verrebbero riservate soli ai cittadini eterosessuali). Ma da ogni parte è giunta una secca smentita di chi era seduto a quel tavoli, tutti inanimi nel dire che nessuno era favorevole ad un simile abominio e che da sempre la richiesta è stata quella di introdurre il matrimonio egualitario e non certo delle unioni ghetto che possano alimentare la discriminazione.
Va infatti notato che la tattica dell'integralismo cattolico e del governo Renzi vanno nella direzione di attribuire per legge una definizione ideologica della Costituzione, sostenendo che il riferimento alla «famiglia naturale» debba riguardare esclusivamente una coppia formata da un uomo e una moglie (o più mogli come nel caso di gran parte degli attivisti anti-gay). Il tutto sostenendo che i padri costituenti ritenessero più «naturale» la formazione di un nucleo sociale formato da una diciottenne che vuole sposare un ricco 95enne rispetto a quello composto da due uomini o due donne che si amano da anni e che vogliono veder riconoscuta la propria unione.
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