L'omofobia torna ad uccidere: un 16enne siracusano si impicca



Aveva solo 16 anni. Sua madre l'ha trovato penzolante da un cappio, impiccato sulle scale del primo piano del loro appartamento di Floridia, in provincia di Siracusa. Frequentava il liceo artistico ed aveva ancora tutta una vita da vivere.
Secondo quanto si apprende, Aleandro Rudilosso viveva una forte condizione di disagio: figlio di genitori separati, pare soffrisse per un padre che non aveva mai accettato la sua omosessualità. Infatti, nonostante alcuni giornali locali continuano a sostenere che avesse una fidanzata, numerosi fonti asseriscono che fosse gay e che avesse un compagno di cui era molto innamorato.
Anche riguardo movente alcuni giornalisti hanno preferito ipotizzare altri scenari. Qualcuno ipotizza che il giovane non avesse i soldi per comprare alcuni attrezzi da disegno che avrebbe dovuto portare a scuola, e che questo lo avesse fatto sentire "inutile" al punto da farla finita. È invece l'editoriale di Siracusa Oggi a non avere dubbi riguardo al fatto che Andrea si sia tolto la vita perché gay, sottolineando come la tesi risulti confermata anche dai suoi post su Facebook. Il 28 giugno cità Dorothy Parker nell'asserire: «L'eterosessualità non è normale. È solo comune». Il 20 luglio aggiunse: «Perché le differenze continuano a esistere finché noi viviamo parliamo vestiamo, ciascuno recitando la sua bella commedia, poi basta: poi tutti uguali nell'identica positura della morte, così semplice, così confacente ai requisiti dell'eternità».
Più drammatici, soprattutto nell'ottica di quanto accaduto, è quanto scritto negli ultimi giorni. Il 22 settembre scrisse: «State ammazzando pure la mia poca umanità rimasta». Il 23 settembre: «Ecco fatto. Sono riuscito a spezzare anche l'ultimo filo che mi teneva appeso a un'idea di affetto». Il 24 settembre: «Sono come un claustrofobico su un sottomarino che affonda. Ecco come va, grazie per averlo chiesto. Ma non lo dissi mai. Io non chiedo aiuto».
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