Il gioco di specchi con cui l'integralismo cattolico sta ingannando la popolazione


Scendono nelle strade dicendo di voler «difendere» i loro figli, ma poi chiedono che alcuni bambini siano privati dalle tutele giuridiche. Dicono di voler «difendere» la famiglia tradizionale, ma poi li troviamo a riposarsi a Las Vegas, ad avere più mogli o a non cacciare di casa un marito che è se n'è andato con prostitute minorenni. È l'integralismo cattolico, ossia quel movimento che usa Dio per legittimare distinguo di stampo fascista e per tutelare il loro pregiudizio.
Si dicono cristiani, ma poi si permettono di giudicare tutto e tutti, pretendendo di poter imporre con la forza la loro presunta moralità. Una moralità fatta di dogmi esteriori e di poca cristianità. Si vuole un presepe in ogni scuola, ma poi si chiede che i rifugiati se ne restino a casa loro a morire senza dar fastidio. Fanno la comunione, ma poi hanno le mani sporche di sangue attraverso la loro legittimazione della violenza di genere.

Nel clima di violenza verbale tipico dell'integralismo cattolico, è possibile imbattersi in articoli come quello che Marco Respinti ha pubblicato sul proprio blog, dal titolo "Gli LGBT e la spudorata Boschi, ministro cattolico di un governo non eletto".
L'intero testo è un attacco al sentimento religioso del Ministro, accusata di non essere realmente cattolica dato che non impone per legge la sua fede così come farebbe ogni bravo integralista. Peccato che questa sia più o meno anche la politica dell'Isis, impegnato ad imporre con la forza la propria presunta moralità sulla base delle proprie presunte certezze riguardo alla fede religiosa.

Risultando il più offensivo possibile, anche attraverso un abuso delle virgolette e di generalizzazioni volte a creare legami inesistenti fra diverse realtà, l'uomo scrive:

Il ministro per le Riforme costituzionali Maria Elena Boschi passa per essere cattolica, nel senso che i media la definiscono così, che la gente la pensa così, che come foglia di fico per il governo Renzi fa sempre un gran figurone. Eppure il cattolico ministro Boschi è favorevolissimo all’aborto e alla fecondazione assistita.
Ovvio che il cattolico ministro Boschi sia dunque favorevole anche alla stepchild adoption, ovvero l’anticamera dell’adozione legalizzata dei bambini da parte di soggetti LGBT che, visto l’andazzo, nell’Italia del governo di cui la cattolica Boschi è ministro diverrà legale probabilmente persino prima del riconoscimento del “matrimonio” omosessuale.
Insomma, tutto nella “norma”; tutto come previsto; tutto come annunciato.
Ma che il ministro Boschi pretenda di vendere l’aberrazione della stepchild adoption come un bene proprio per i bambini adottati dagli LGBT è di una spudoratezza inaudita.

Appare interessante notare come la richiesta si quella si sopraffare la laicità dello stato sulla base delle proprie idee personali, ovviamente dopo aver ben precisato come quelle possano essere ritenute accettabili solo se parte di un pensiero unico ben preciso.
E se basta leggere anche solo poche pagine del Vangelo per trovare incredibile che questi personaggi si possano dire cattolici, interessante è costatare come il tutto lega legittimato attraverso un gioco di specchi finalizzato a legittimare l'illegittimabile. Si cerca di dare l'impressione che tutti i siti cattolici concordino su determinate tesi e che quindi quello sia il pensiero che buon ogni cattolico debba necessariamente avere. ma è realmente cosi? Davvero il cristianesimo è ciò che porta a manifestare intolleranza, razzismo, omofobia e sopraffazione?
Verrebbe da dire di sì, dato che tutti i siti dicono la stessa cosa. Eppure per motivare la sua posizione, Respinti cita un articolo de Il Timone. L'articolo de Il Timone si legittima citando un articolo de La Nuova Bussola Quotidiana. E La Nuova Bussola quotidiane non solo solo diretta dallo stesso direttore de Il Timone, ma è anche un sito per cui Repinti scrive articoli. In pratica, si da ragione citando il suo datore di lavoro.
Se poi si va a leggere la biografia di Repinti, ecco che l'uomo viene presentato come «socio di Alleanza Cattolica, presidente del Columbia Institute di Milano, socio fondatore e membro del consiglio direttivo del Center for European Renewal, è coordinatore per l’Italia del World Congress of Families promosso da The Howard Center for Family, Religion and Society, nonché responsabile per il Nordovest della Laogai Research Foundation Italia Onlus».
Il World Congress of Families ci riconduce all'estrema destra e agli esperti di geopolitica che intendono sfruttare l'omofobia per facilitare l'espansionismo russo, così come la Laogai Research Foundation ci riporta a Toni Brandi (presidente dell'associazione ProVita).
Ecco che alla fine i nomi sono sempre quelli. Si presentano con sigle diverse, con nomi diversi, con testate diverse... ma alla fine la lobby omofoba torna ad essere identificabile sempre in quei pochi personaggi.
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