Cecina, la Lega Nord protesta per la partecipazione di Giovanni Dall'Orto ad un dibattito sulle unioni civili


Un gay non deve poter esprimere un'opinione se non è presenta un omofobo che lo bolli come un malato immeritevole di vivere. È quanto pare sostenere la Lega Nord attraverso il coordinamento dei Giovani toscani.
La pietra dello scandalo è l'invito che il liceo Fermi di Cecina ha ricolto a Giovanni Dall'Orto per chiedergli un intervento sulle unioni civili. Tanto è bastato per mandare su tutte le furie i leghisti, ormai concentrati a basare la loro propaganda politica attraverso la legittimazione e la promozione dell'omofobia e della violenza di genere. In una nota diffusa da Lega Nord Toscana, si legge: «Ancora una volta il liceo Fermi e il Comune di Cecina non perdono occasione per dimostrare la volontà di dare un indirizzo ideologico alle proprie proposte culturali nel programma 2016 di "pratiche filosofiche e proposte di valori", uno dei tre incontri è riservato a Giovanni Dall'Orto, attivista omosessualista. L’iniziativa è patrocinata anche dall’assessorato alla cultura del Comune».
I leghisti sostengono che a Dall'Orto non dovrebbe essere concessa libertà di espressione se non in presenza di una controparte che proponga tesi prettamente anti-gay: «La visione di Dall'Orto è anche ideologicamente orientata, secondo il modello che ha portato in questi giorni alla compravendita di un bambino da parte del signor Nichi Vendola e del suo convivente. Ci stupisce che si voglia continuare a far credere al popolo che la scuola pubblica sia neutrale e super partes, quando è invece il braccio di un progetto ideologico di trasformazione sociale». Ed ancora: «Se vogliono farci credere che il Liceo Fermi sia super partes chiediamo, allora, che sia integrato nel programma delle "pratiche filosofiche" del Liceo Fermi un incontro con Marcello Pera, filosofo che ha pochi mesi fa pubblicato un lavoro sulla problematicità nella fondazione del concetto di diritti umani».
Inutile a dirsi, secondo questa teoria un nero non dovrebbe poter parlare se non in presenza di un razzista intenzionato a dargli fuoco, un biondo non dovrebbe potersi esprimere in assenza di qualcuno che proponga teorie sulla supremazia razziale dei mori e nessuno potrebbe citare il nazismo senza che sia presenta un sostenitore del führer.

Dal canto suo, Giovanni Dall'orto ironizza sull'articolo pubblicato da Il Tirreno e dalla sua pagina Facebook commenta: «Però. La scuola di Cecina che mi ha invitato a presentare il libro venerdì ha un ottimo ufficio stampa! Se riescono a farmi contestare dalla Lega ogni volta che vado a parlare mi sa che dobbiamo ristampare il libro!».
Riguardo alla richiesta dei leghisti, aggiunge poi: «Sono pronto a confrontarmi con Marcello Pera in qualsiasi dibattito egli voglia, ovviamente. Anzi, una proposta: da ora in poi, ogni volta che Marcello Pera parla, ESIGO di essere invitato pure io. Se non lo fanno, è discriminazione».
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