Il killer di Orlando ha «preso il fucile» esattamente come Adinolfi diceva di fare

La strage di Orlando appare come l'inevitabile conseguenza della cultura del dipresso e dell'odio che viene coltivata da personaggi come Adinolfi. Il loro continuo tentativo di far percepire i gay come «un pericolo», «una minaccia», «un attacco alla famiglia» non può che essere la scintilla che arma i folli che poi traducono in violenza reale la loro violenza verbale.
Adinolfi avrebbe fatto bene a starsene zitto e rispettare il dolore della vittime create dalla sua ideologia. ma così non è stato. Probabilmente nella sua mente omofoba ai gay non è dovuto alcun rispetto ed anche quei 50 morti potevano tranquillamente essere sfruttati per fare un po' di pubblicità al suo partito, un arealtà violenta che si fonda unicamente sul negare ogni diritto anche alle famiglie di quelle vittime. Eppure è con incredibile ipocrisia e con totale noncuranza della dignità umana che Adinolfi ha commentato su Facebook: «La strage di Orlando è un atto insensato e orribile, una violenza ingiustificabile. Solidarietà alla comunità Lgbt».
Tanto è bastato per offendere mortalmente centinaia di persone, motivo per cui qualcuno ha voluto rinfrescargli la memoria sul fatto che il killer ha semplicemente messo in atto quello che lui chiedeva di fare. Non troppo tempo fa, il leader integralista insultò la legge Cirinnò affermando: «bisognerebbe prendere i fucili e invece qui per ragioni di invidiette personali si sono messi a reggere la coda a potenti». Oggi qualcuno ha preso il fucile come chiedeva Adinolfi.


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