Il Castello di Rivoli si mette a retwittare messaggi d'odio su "omosessualismo" e "family day"


Modificare il linguaggio per legittimare l'odio: era questo il mandato lanciato nel corso del convegno integralista di Budapest a cui il leghista Matteo Salvini aveva inviato i suoi auguri. Ed è così che se un museo mette a disposizione dei fasciatoi per bambini, un qualche integralista inizia a tirare il ballo il Family day di Massimo Gandolfini pur di sostenere che qualunque cosa parli di famiglia debba essere contrapposto ai gay secondo la logica dell'odio promossa dalle lobby integraliste. Per la loro battaglia di incivilita è essenziale che le parole possano essere ridefinite in modo che il secondo matrimonio in tuta e scarpe da ginnastica di Adinolfi possa essere spacciato come una fonte di maggiori diritti civili, economici e sociali. Ma pare intollerabile che a prestarsi a questo gioco sia anche il Castello di Rivoli.

È infatti sull'account Twitter ufficiale dell'ente sovvenzionato dallo Stato e dall'Unesco che troviamo il Castello di Rivoli pronto a rispondere ad un un tizio che chiedeva se tra la loro promozione per le famiglie ci fosse un collegamento diretto all'evento integralista guidato da Gandolfini. L'account ufficiale ha infatti replicato all'integralista che loro sono family-friendly tutto l'anno, in un uso improprio delle parole dato che anche loro si sono affrettati ad usare il termine "famiglia" in opposizione a qualunque famiglia non sia composta da un uomo e una o più donne. E se ciò non bastasse, l'account ufficiale ha anche ritwittato la risposta dell'integralista in cui troviamo scritto: «Un'altra ragione per cui il Castello di Rivoli è uno dei migliori musei all'arte contemporanea del mondo, altrove impera l'omosessualismo».

Grave è come un ente possa aver dato credito ai deliri d'odio di un tizio che su Twitter va in giro a dire che i gay devono essere "curati" dalla loro omosessualità, che dovrebbero opporsi al matrimonio egualitario per riconoscere la supremazia di chi scopa donne o che i suicidi tra adolescenti gay sarebbero tutta colpa di un fantomatico "stile di vita gay" e non certo della giusta discriminazione a cui i gay devono essere sottoposti nell'esaltazione di Mario Adinolfi quale migliore creazione mai realizzata da un Dio. Dice anche che il sesso tra uomini sarebbe causa di morte per i giovani o scrive frasi deliranti come «L'omosessualità non può essere illegale perché non esiste» oppure che «la bisessualità è la prova che si possa uscire dall'omosessualità».
Tutto ciò, ora con l'endorsement del Catello di Rivoli.

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