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Dopo l'archiviazione della Procura, un 14enne vittima di bullismo omofobia si rivolge al tribunale dei minori

«Sento odore di frocio». «Sei una merda». «Sei una checca». «Vai a succhiare le palle». Sono questi gli insulti che un 14enne ha subito per settimane da parte di alcuni compagni di scuola. E solo per un soffio è stato salvato da un gavettone pieno di urina con cui il branco intendeva colpirlo.
Messa al corrente dei fatti, la dirigente del liceo Isacco Newton non prese alcun provvedimento e impedirà al ragazzo di poter cambiare sezione. I fatti risalgono al 2015 e probabilmente i resposabili di quegli atti pensavano di averla fatta franca dopo che la Procura di Roma liquidò il tutto come semplici ingiurie. Ma forse non sarà così.
Con l'aiuto della Gay help Line, la famiglia del quattordicenne è riuscita a portare la vicenda davanti al Tribunale Dei Minori di Roma, che domani novembre si esprimerà sulla questione.
Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center e responsabile della Gay Help Line, ha dichiarato: «Nella quasi totalità dei casi di bullismo verso ragazze lesbiche e ragazzi gay la vittima resta silente in quanto molti ragazzi preferiscono non denunciare gli episodi, perché temono la reazione dei genitori, che spesso non sanno che i propri figli sono lesbiche e gay. Pertanto, riteniamo importante che il Tribunale dei Minori di Roma, non valuti quanto ha subito il ragazzo come semplici ingiurie, ciò renderebbe vani gli sforzi dello studente e della famiglia, studente che fu offeso, umiliato e costretto a cambiare scuola ed a perdere l'anno scolastico».


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