Il Tempo e il patetico parallelo tra Gesù e le vittime degli abusi sessuali ad Hollywood



Un disegno in cui Gesù viene ritratto con occhi azzurri e lineamenti europei che neghino le sue origini extracomunitarie è l'immagine scelta da Il Tempo per un articolo dal titolo "Gesù fu sottoposto a violenze sessuali".
Nel testo si fa riferimento alla tesi sostenuta da una ricercatrice dell'Università di Sheffield, la quale ipotizza che Gesù sia stato sottoposto alle comuni pratiche di tortura in voga fra i romani, tra cui anche il ricorso ad umiliazioni di tipo sessuale. E se l'ipotesi non pare così inverosimile, il risvolto politico dell'articolo emerge chiaramente non appena l'autore inizia ad addentrarsi in un parallelo tra la tortura e lo scandalo degli abusi sessuali scoppiato ad Hollywood.
Se pare evidente abbia poco senso mettere a confronto chi è stato sottoposto a torture con chi ha ricevuto molestie sessuali sul posto di lavoro, il parallelo con Gesù sembra un tentativo di ridicolizzare quelle denunce in ode e onore ai fondamentalisti di destra che sostengono che l'uomo non sarebbe uomo se non tenta si sottomettere sessualmente una donna che Dio avrebbe creato per il suo piacere (noto è come i vari Adinolfi e Cascioli amino citare la lettera di Paolo di Tarso a Timoteo in cui si legge: «La donna impari in silenzio, in piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare né di dominare sull'uomo; rimanga piuttosto in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non Adamo fu ingannato, ma chi si rese colpevole di trasgressione fu la donna, che si lasciò sedurre»).
Dato che il bigotto medio si scandalizzerà all'idea che Gesù potesse avere una sessualità o che qualcuno possa aver osato abusare di lui, da prassi tenderà a gridare alla bufala anche a danno di denunce che sono assai più verificate per quanto sgradite al maschio di destra. Con buona pace per quel Gesù che ancora una volta diventa un oggetto di propaganda ad uso e consumo di chi ama pronunciare invano il suo nome.
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