Adinolfi: «Il M5S priverà i cattolici di diritti e libertà individuali. Vogliono pure l'Imu sulle proprietà ecclesiastiche»



L'aborto usato come scusa per una campagna diffamatoria contro il M5S. È questa l'ennesima strumentalizzazione ideata da Mario Adinolfi per elemosinare un po' di visibilità attraverso un bieco vittimismo.
Dimenticando chi ha protestato contro il vergognoso manifesto di Provita Onlus e giurando che sicuramente tutti condividano il suo sostenere che il dirsi "pro-vita" significherebbe solo minacciare la vita di quegli adolescenti gay che lui aborre, infliggere inutili agonie ai bambini terminali e minacciare qualunque libertà personale non sia conforme al suo volere, scrive:

Il gravissimo atto liberticida contro il manifesto antiaborto di Provita è stato giustificato dal Comune di Roma guidato da Virginia Raggi perché il poster è stato considerato "in contrasto con le prescrizioni previste al comma 2 dell'art. 12 bis del Regolamento in materia di Pubbliche affissioni di Roma Capitale, che vieta espressamente esposizioni pubblicitarie dal contenuto lesivo del rispetto di diritti e libertà individuali". Da oggi deve essere chiaro che il Movimento Cinque Stelle, come il Pd e l'associazionismo che attorno al Pd gravita, considera che tutti possono avere diritto di parola tranne il movimento pro-life italiano.

Se nella realtà dei fatti pare che al fondamentalismo venga concessa sin troppa libertà data l'assenza di leggi che proteggano le loro vittime, Adinolfi torna ancora una volta ad auto-proclamarsi il massimo rappresentante della cristianità:

Qui bisogna che i cattolici italiani abbiano evidente un concetto: i pentastellati sono guidati da una lobby senza figli (Davide Casaleggio, Luigi Di Maio, Vincenzo Spadafora, Roberto Fico, Emilio Carelli, Rocco Casalino), hanno sprezzo della Chiesa cattolica e si adopereranno per dare l'assalto anche ai beni ecclesiali. Priveranno progressivamente i cattolici di "diritti e libertà individuali" visto che già si sono detti disponibili a varare leggi per l'eutanasia, la droga libera, l'abolizione dell'ora di religione, il matrimonio gay e il pagamento dell'Imu sulle proprietà ecclesiastiche.

Insomma, mica vorremo che le attività economiche della Chiesa paghino le stesse tasse di chi deve sostenere la loro concorrenza esentasse.

Dall'alto del suo 0,6% di voti, Adinolfi dice di non accettare l'espressione del volere popolare espresso alle urne:

Bisognerà decidere se è accettabile costruire una maggioranza di governo in cui l'azionista di maggioranza sia il Movimento Cinque Stelle o contrastarla con ogni mezzo, sul nascere o nella sua attività se nascesse. Per i cattolici deve essere chiaro che il relativismo grillista è il pericolo numero uno, rischiano di restare avvelenati i pozzi della convivenza civile. La rimozione del manifesto di Provita è un evento simbolico che speriamo apra gli occhi a tutti i cattolici, sono tanti, che hanno votato M5S.

Per farla breve, lui giura che l'odio e il business che ne deriva sarebbe un «un diritto e una libertà individuale» di chi vuole negare i diritti e libertà individuali altrui.
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