Il cardinal Ludwig Gherard Muller sostiene che l'omosessualità sia una "colpa" quando non repressa



È dalle pagine dell'omofoba Nuova Bussola Quotidiana che il cardinal Muller firma l'ennesima aggressione alla vita di milioni di persone gay. Ospite d'onore alla presentazione di un libro in cui si sostiene che l'omosessualità sarebbe "una malattia" che debba essere "curata", il prelato ha dichiarato:

Vorrei ringraziare l’autore anche per l’aiuto che lui offre a tutte le persone afflitte dalla «same-sex-attraction». Per lui, il riconoscimento legale delle unioni tra persone dello stesso sesso come se fossero unite in matrimonio, non indicherebbe il successo della «Homosexual Liberation» – come John Murphy la definisce nell’omonimo libro cult (1971) –, ma piuttosto il fallimento del vero processo di liberazione di queste persone, che verranno così private della verità su loro stesse, l'unica verità che rende davvero liberi. Con la sua chiara distinzione tra la dignità inviolabile della persona e il comportamento (behaviour) giusto o sbagliato, la Chiesa cattolica è la vera avvocatessa dell'uomo – sia per quanto riguarda il fallimento, che il successo nell'intento di perseguire il bene.

Sostenuto che le persone gay sarebbero «afflitte» da una sessualità che lui vorrebbe fosse repressa, si passa a sostenere che Dio sia omofobo quasi quanto Adinolfi:

Essere attratti da persone dello stesso sesso, non è di per sé un peccato personale. Soltanto laddove si consente ad un comportamento che è contrario alla sacra e salvifica volontà divina, si imbocca la strada della colpa. Siccome la sola presenza di un disordine negli impulsi psichici e fisici non è qualcosa che ci rende colpevoli dinnanzi a Dio e agli uomini, essa non dovrebbe neanche sbocciare in complessi di colpa. Con l’aiuto della grazia e un po’ di buona volontà, l'uomo riesce a fare il bene, evitando il male. Con la grazia di Dio, la castità – e cioè la sessualità ordinata all'amore – è possibile sia nel vincolo del matrimonio che nella forma di astinenza, come nel caso di persone non sposate o consacrate. Ma il peccato originale ha fatto sì che un certo desiderio disordinato sia presente in tutti gli uomini. Si tratta di una sessualità morbosa, opposta alla naturale inclinazione all'amore disinteressato, dominata con difficoltà dalla ragione. E questa concupiscenza non si riferisce solo agli impulsi sessuali, ma a tutte le inclinazioni, a tutti gli stimoli mentali, psichici e fisici.
Quando l'uomo cede alle inclinazioni disordinate, rimanendo intrappolato in esse, può anche succedere che egli sviluppi un odio verso Dio e i suoi comandamenti che lo rivelano peccatore. Soltanto attraverso la grazia redentrice veniamo creati di nuovo, anche se l'inclinazione al peccato rimane. Essa è inclinazione al peccato, ma non peccato in sé, come dice il Concilio di Trento, e, come tale, funge da strumento di indagine e di maturazione più profonda, nell'obbedienza della fede nei confronti di Dio.

Se sembra assurdo che alcuni preti si dicano più preoccupati da chi ama rispetto a chi odia, il prete si lancia nel dichiarare:

Ed è per questo che l’autore giustamente si rifiuta di farsi sequestrare – a causa della sua attrazione per lo stesso sesso – da un’ideologia che, partendo da questa inclinazione disordinata, inventa una terza categoria accanto alla categoria dell’uomo e della donna: quella del gay.
Nell’ideologia gender, questa categoria viene amplificata all’infinito, fabbricando, da qualsiasi forma di preferenza sessuale, una propria identità sessuale. Identificare se stesso come gay, o farsi identificare come tale, significa dunque ridurre l’intera ricchezza dell’essere umano, lo sviluppo dei talenti intellettuali e artistici, la responsabilità per il mondo, nonché l’apertura alla trascendenza con la vocazione alla vita eterna, a mera attrazione sessuale suscitata da persone dello stesso sesso.

In altre parole, a Dio non fregherebbe nulla se si ammazza qualcuno o se si è un prete pedofili, gli interesserebbe solo che un uomo faccia sesso con una donna. Ed ovviamente si sistiene che l'amore sia una deformazione:

Quest’immagine dell’uomo dovuta a una costruzione sociale, si contrappone all’antropologia cristiana, orientata alla natura creata dell’uomo e alla rivelazione della verità e dell’amore di Dio. Il fatto che un termine come quello di gay sia nato da un’invenzione teorica, trasforma la normalità del vincolo matrimoniale tra uomo e donna in una variante della natura umana. La distinzione tra uomo e donna, ad un tratto, cede il posto a due categorie fondamentali di uomini: quelli omosessuali e quelli eterosessuali.

Ed ancora:

Con il cambiamento della lingua, della terminologia e delle categorie concettuali, cambia la percezione della realtà, ma non cambia la realtà stessa. L’uomo rimane uomo, la donna donna, nonostante il «cambiamento di sesso» artificiale, ma – appunto – non reale. In questo modo era nato anche il termine provocatorio dell’omofobia, con l’intento di screditare a priori ogni alternativa all’ideologia dei movimenti gay o gender. E chi soffre di problemi di disorientamento sessuale, ma si rifiuta di abbracciare questo movimento, viene subito bollato come traditore.
È insita nella natura delle ideologie che essi costruiscano una falsa realtà, che rende l’uomo loro schiavo. Basti pensare alla brutalità con la quale dei governi apparentemente liberali e socialisti, impongono questa agenda con la forza, assoggettando le coscienze di chi la pensa in modo diverso, senza avere il minimo scrupolo. Nel contesto di questo dibattito globale, ciò che è in gioco non sono – come si vorrebbe far credere per placare gli animi – i diritti di una minoranza sinora perseguitata, ma il senso originario e la meta ultima dell’esistenza umana!

Riguardo all'omofobia da lui stesso promossa, afferma:

Un termine provocatorio usato con l’intento di screditare a priori ogni alternativa all’ideologia dei movimenti gay o gender. E chi soffre di problemi di disorientamento sessuale, ma si rifiuta di abbracciare questo movimento, viene subito bollato come traditore.

Insomma, l'eterosessuale Cascioli promuove l'eterosessuale Muller al fine di sostenere che non vi sarebbe dubbio alcuno sul fatto che Dio li abbia creati migliori degli altri e che chi non è come loro debba essere considerato "sbagliato". Poi, da prassi, girano che sia Dio a volerlo.
Parole di una simile violenza non vanno sottovalutate, dato che potrebbero tranquillamente contribuire a spingere al suicidio eventuali adolescenti che non hanno ancora maturato la capacità di comprendere come Dio non possa avere nulla a che fare con l'odio che alcuni prelati attribuscono al suo nome.
2 commenti