Il fondamentalismo cattolico torna a taroccare i numeri in occasione del libro anti-gay sponsorizzato dalla curia



Dinnanzi ad un signor Daniel C. Mattson che dice di non voler avere storie d'amore perché è convinto che Gesù ne sarà felice, sinceramente ci sarebbe da dire che sono affari suoi e che ognuno è libero di fare ciò che vuole della propria vita.
Ma se per conto della Courage International il signor Mattson si mette a fare soldi vendendo un libro in cui sostiene che «si possa uscire dall'omosessualità», il discorso già cambia. Se poi il fondamentalismo cattolico gli paga un viaggio per promuovere disinformazione attraverso convegni anti-gay orientati agli omofobi, il progetto inizia a diventare criminale.
Eppure la Chiesa Cattolica sta finanziando il tour di un fondamentalista statunitense che va in giro a raccontare che l'omosessualità sia sgradita a Dio e che i gay debbano essere spinti alla più assoluta castità. Il suo ultimo incontro è anche stato presenziato da monsignor Giuseppe Giudice, vescovo della diocesi di Nocera-Sarno, e da Alberto Corteggiani, responsabile di Courage in Italia.
L'introduzione è stata affidata a don Silvio Londgobardi, direttore editoriale di Punto Famiglia. Il prete ha raccontato che un gay non possa essere ritenuto un credente perché l'eterosessualità è sarebbe il principale dogma del suo credo. Ed ovviamente non sono mancati si soliti slogan su giornalisti cattivi che «hanno amplificato le voci di quelli che ormai sono diventati accusatori di professione, divenendo così complici di una strategia che mira a zittire chi la pensa diversamente».

Al momento, però, potremmo concentrarsi sull'entusiastico titolo dato all'articolo apparso sul suo sito, nel quale dichiara che «più di 400 persone hanno partecipato alla presentazione del libro “Perché non mi definisco gay” di Daniel Mattson»:



Se l'immagine pubblicata dal sacerdote fa pensare ad una sala piena di gente, basta osservare le fotografie pubblicate dall'autore del libro per accorgersi che la prospettiva scelte era molto favorevole a far percepire una partecipazione superiore a quella reale:



Se è curioso che i fondamentalisti vedano «due milioni» di persone al Family day e «più di quattrocendo» in quella saletta, è la delegazione locale delle Sentinelle in piedi a raccontare i risolvi più ideologici della conferenza. La sentinella spiega che nei film proiettati dal gruppo di sacerdoti ha visto persone gay e lesbiche accomunati con malattie, sieropositività ed ogni sorta di male:

La pellicola, prodotta negli ambienti dell’associazione sovranazionale Courage per il recupero da un punto di vista cattolico di persone che sperimentano episodi di ASS (Attrazione Stesso Sesso), racconta con delicatezza le vicissitudini di tre persone, due maschi ed una femmina, accomunati da lunghe (più che decennali) esperienze omosessuali conclusesi con una confessione liberatoria ed il rientro tra le braccia di Santa Madre Chiesa.
Anche quando sembrava che Dio si fosse scordato di questi suoi amatissimi figli, Egli era là con un segnale provvidenziale: ora sotto forma di un uomo vestito di bianco con una croce sulle spalle (era S. Giovanni Paolo II che uno dei nostri incontra durante la Via Crucis al Colosseo, dove si era recato per rimorchiare un bel maschio romano, come consigliato dalla sua guida per omofili), ora è un test dell’AIDS risultato negativo dopo che quella malattia aveva ucciso il partner e tanti altri amici, ora è un provvidenziale tracollo economico finanziario di una coppia di lesbiche in carriera (“Dio ci tolse tutto ed io lo ringrazio per questo”), ora è la visione di un eccesso, due sorelle gemelle che amoreggiano tra di loro in un festino saffico, che fa partire qualche domanda (“Se critico quelle due perchè poi non dovrei criticare me”?), ora è Suor Angelica dagli schermi di EWTN che rende grazie a Dio per ogni giorni della sua vita, ora è S. Clemente di Alessandria che parla di escatologia da un libro casualmente trovato su uno scaffale.
Come Pietro rinnega e Giuda tradisce, ma i loro percorsi successivi divergono, così i percorsi degli ASS, da quel terribile dopo che c’è al termine di ogni incontro casuale può essere un buco nero o un cammino di santificazione, una volta che si sia maturata l’idea che la castità è la buona novella per il popolo LGBT.
Colpisce la delicatezza con cui tutti ricordano i partner passati. In un caso c’è ancora gratitudine per non aver ostacolato il distacco, in un altro c’è la settimana terminale di una vita minata dal cancro che viene passata insieme.

Si passa così ad esaltare il contributo all'omofobia fornita dai prelati presenti in sala:

Nel dibattito successivo, animato da Mattson e dal Vescovo di Nocera Mons. Giudice, l’invito ripetuto è stato “parlare parlare parlare” e “ascoltare ascoltare ascoltare”. Quanto Daniel avrebbe voluto qualcuno con cui parlare e qualcuno che lo ascoltasse, qualcuno che lo portasse alle conclusioni cui è giunto dopo, che il progetto di Dio è fissato nella Genesi quando crea l’uomo maschio e femmina, o qualcuno che avesse scritto il libro di cui lui è stato autore. Ancora, riprendendo il paragone tra Pietro e Giuda, vale quello che nel film Viaggio in Inghilterra accade a C. S. Lewis. Alla morte della madre sceglie la sicurezza, rinunziando ad amare, quando invece viene diagnosticato un tumore alla moglie sceglie la sofferenza di condividere con lei i suoi ultimi giorni, con un’esperienza che sicuramente lo arricchisce di più.
Mons. Giudice, pagato l’obolo alla vulgata dominante quando ha detto che vuole proporre e non imporre, ha comunque parlato di macerie antropologiche, ha rimarcato che il tema della sessualità deve essere affrontato con chiarezza e profondità, cosa che la Chiesa non è sempre riuscita a fare, ed ha concluso dicendo che è impossibile dialogare per chi non abbia coscienza e contezza di chi sia.

In altre parole, il prelato non viole dialogare con chi non gli dia ragione a priori e non accetta che lui, quale maschio eterosessuale che ha fatto voto di castità, non sia ritenuto il massimo detentore della verità suqautno sia sbagliato amare secondo la natura che Dio ha dato alle singole persone.
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