Il Giornale e quelle sfumature linguistiche che paiono progettate per coltivare l'odio



È Il Giornale a fornirci un'esempio di come una neo-lingua possa contribuire a fomentare odio contro interi gruppi sociali. A Reggio Emilia è in discussione una legge contro l'omotransofobia e il quotidiano di destra ne dà notizia così:



Ogni singola sfumatura linguistica pare studiata per veicolare il messaggio che si lecito e doveroso essere contrario al contrasto alle discriminazioni. Ed è così che la norma diventa «pro gay» quasi come se si trattasse di un privilegio che verrebbe dato ad una categoria di persone, la sinistra non chiede ma «spinge» ad indicare che la si debba ritenere una forzatura e «la destra locale e i fedeli cattolici» sarebbero contrario. Ma come «fedeli cattolici» si intende Mario Adinolfi.

In un ricorso alla consueta macchina del fango, il quotidiano cerca di screditare le perone che propongono un contrasto all'odio omofonico e nell'articolo scrive:

I 19 voti favorevoli di una sinistra compatta e l'appoggio del Movimento 5 Stelle hanno dato esito positivo al documento, di cui primo firmatario è il consigliere democratico Dario De Lucia (Pd), già tristemente noto alle cronache per aver pubblicato sul suo profilo Facebook un fotomontaggio di Giorgia Meloni a Piazzale Loreto ("Intervallo a piazzale Loreto": il post choc del consigliere Pd).

Quello che nel titolo veniva spacciata per l'opposizione «delle destre» si rivela come la singola opinione di un consigliere di Giorgia Meloni, da tempo in prima linea nella promozione dell'odio contro i gay e contro le loro famiglie:

Unico voto contrario in Consiglio a Reggio, quello di Roberta Rigon, di Fratelli d'Italia: "Io ritengo non solo che non sia necessario, ma non conosciamo nemmeno il testo della legge regionale. È molto difficile valutare se sia positiva oppure inutile. Se ci basiamo sui dati, questa legge non appare assolutamente come necessaria, anzi, va a tutelare dei diritti a scapito di altre persone deboli nella società". Il disegno di legge naufragato con la fine della legislatura già chiedeva finanziamenti alla Regione, ovvero la concessione alle associazioni di "contributi per la realizzazione di progetti volti a diffondere la cultura dell’integrazione, della non discriminazione" (articolo 4).

Promossa l'omofobia con finalità partitiche, non poteva mancare il riferimento ai soldi giusti perché si sa che il camerata-medio non tollera che possano investire risorse nella cultura o in qualunque iniziativa non lo veda destinatario degli investimenti.
Ed è così che si passa a scomodare Gesù e si dice che a decidere cosa sia "cristianesimo" debbano essere i fondamentalisti che promuovono l'omofobia quale unico dogma della loro presunta fede, l'articolo pontifica:

Contrari alle aperture verso gli omosessuali anche i fedeli cattolici tradizionalisti, che la scorsa settimana avevano protestato sotto al Vescovado per la decisione del vescovo Massimo Camisasca di officiare una veglia di preghiera con la comunità gay (Reggio Emilia, la veglia di preghiera omosex: "Il nostro pastore ci ha abbandonato").

Date le premesse, non stupisce come tra i commenti si trovino persone che fannoa gara a raccontarsi che a loro non frega nulla se l'omofobia è causa di morte per numerosi adolsecenti: dato che loro amano le donne ed Adinolfi non li ha resi vittima della sua quotidiana offensiva, eisgono che le istituzioni si concentrino sulle loro richieste e ignorino il benessere degli altri:

  • Questi son problemi!
  • Il postulato categorico è inevitabilmente quello: ovvero che il bene comune è sempre meglio della esigenza o capriccio insulso del singolo di cui si può fare a meno per la salvaguardia dell'insieme. Da ciò si deduce che le aberrazioni individuali possono e devono essere ricomposte sempre in un solo modo. Quando un'aberrazione arriva a minare il senso stesso della natura, oltre che il proficuo divenire di una società fondata su concreti e pratici paradigmi, non c'è più teoria, anche irrazionale e consolatoria, dell'atto dell'assecondare che tenga. Per instaurare l'originaria procedura dei costumi, unitamente ad una doverosa etica, diventa necessaria l'attuazione di essa secondo le supreme leggi della giustizia naturale.
  • Nulla contro i gay. Non li frequento, anche perché non ne ho occasione, ma li rispetto, come qualsiasi altra persona. Ma non capisco la necessità di una legge speciale, regionale, per loro. Sono cittadini come gli altri, stessi diritti, obblighi e doveri. Perché quindi una legge "speciale"? Forse a fini elettorali?
  • la città delle bierre!
  • I gay pretendono diritti speciali per loro? Mi sembra giusto. Vogliono i preservativi gratis. Forse hanno paura di restare gravidi.
  • Eccoli qui,il paese è in mano ad un golpe e loro si preoccupano di chi ha preferenze sessuali diverse. La cretinaggine impera tra questi sinistrati nell'anima e cervello.

Insomma, la solita manfrina di chi pare non aver capito nulla del tema in discussione, tenuti all'oscuro dal loro quotidiano di come la difesa dalle discriminazioni non è una "legge speciale" ma è un dovere costituzionale che da anni trova applicazione nel difendere gruppi religiosi, generi o gruppi etnici. ma evidentemente a loro piace che i gay siano resi vittima di violenze dato che Salvini guadagna voti promettendo politiche discriminatorie contro le loro vite, le loro famiglie e i loro affetti.
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