Il Giornale torna a sostenere che non si possa essere cristiani se non si è ostentatamente omofobi


Continua l'offensiva messa in atto da Il Giornale nella promozione dell'odio omofobico, ancora una volta basata sul far leva sull'omofobia della Chiesa Cattolica.
L'articolo di Francesco Boezi dal titolo "Il consulente del Vaticano: Nessuna diffidenza nei confronti del Gay Pride" parrebbe far presagire ad un testo che dovrebbe essere a sostegno della tolleranza, ma gli intenti politici del giornalisti emergono chiaramente quando inizia a parlare di «un'altra posizione del gesuita Martin che fa discutere».
Nell'evidente tentativo di screditare il consultore della Santa Sede della Segreteria per la Comunicazione, Il Giornale inizia a raccontare che «l'uomo di Chiesa in questione non è certo nuovo a posizioni di questo tipo» o che «in passato Martin si era addirittura spinto a ipotizzare che alcuni santi fossero gay». Dicono anche abbi ascritto un libro in cui osa invitare al dialogo con i gay prima di aggiungere che «qualche settimana fa si è recato in un centro sociale del capoluogo per presentare un altro libro».

La "Colpa" del sacerdote sarebbe quella di sostenere che l'eterosessualità di Salvini o quella di Adinoilfi siano gradita ad un Dio a cui importerebbe più dell'attività sessuale delle persone piuttosto delle loro gesta. Se se etero, piaci a Dio mentre agiti crocefissi per respingere i bisognosi o per discriminare interi gruppi sociali. Scrivono:

In queste settimane il suo profilo Twitter appare particolarmente attivo a favore della causa Lgbt. Il post più accorato è di sicuro quello in cui si evidenzia che:"I cattolici non hanno bisogno di essere diffidenti del “mese dell’orgoglio” di giugno. È un modo di essere per le persone LGBT orgogliose poiché sono figli amati da Dio, loro hanno famiglie che li amano come loro sono, e loro hanno il diritto di essere trattati con ‘rispetto, compassione e sensibilità’ dopo anni di persecuzione". Niente diffidenza, insomma, nei confronti dei gay pride. 

Sostenendo che l'opinione dei fondamentalisti debba essere tenuta in debita considerazione e debba godere di legittimazione nella loro aggressione contro la libertà e l'esistenza di interi gruppi sociali, aggiungono:

Le posizioni dell'americano sono state spesso "attenzionate" dai conservatori. Il fatto che Martin sia diventato un consulente della Santa Sede in materia di comunicazione sarebbe uno dei segnali utili a evidenziare che "Il Vaticano ha sposato i valori Lgbt". Come riportato su questo blog, peraltro, le frasi del gesuita hanno dato vita a un botta e risposta con un altro prelato, quel Thomas J.Tobin che ha invece usato il termine "diffidenza" nel senso opposto a quello di Martin. La Chiesa cattolica, per farla breve, appare divisa anche sul "mese dell'orgoglio".

Il riferimento è ad un tweet in cui un sacerdote anti-gay ha affermato: «I cattolici devono essere molto diffidenti degli eventi del mese LGBTQ di giugno. Non è una celebrazione del rispetto, piena di divertimento, a difesa della famiglia. Essa promuove un modo di vivere ed un’agenda che, sommamente, è moralmente offensiva».
Insomma, avrebbe ragione Salvini a dire che lui si sente offeso dall'esistenza del prossimo e che quindi fa bene ad agitare rosari e santini mentre promuove intolleranza, xenofobia e omofobia in nome delle sue molteplici famiglie (due figli avuti da due donne diverse, un divorzio ed una terza donna come compagna che si fa fotografare mentre gli stira le camicie quale atto di sottomissione).

Per comprendere da che parte sia Il Giornale basterebbe osservare il link del post da loro indicato, ossia uno di quei centro di propaganda omofoba che amano pubblicare immagini decontestualizzate per denigrare i pride e i loro partecipanti. Ed ovviamente, in quell'abuso della menzogna che tanto piace al fondamentalismo, troviamo fotografie offensive che da anni troviamo sui siti integralisti spacciate per fotografie che sarebbero state scattate quest'anno.
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