Salvini il bullo. Ora deride pure chi salva vite umane



Più che un ministro della Repubblica. Matteo Salvini assomiglia sempre più ad un bulletto di periferia. Tronfio nel suo ostentare la furbizia che gli permette di tramutare la paura in profitto, ha trascorso anni a denigrare, insultare e diffamare Laura Boldrini in atti di vero e proprio vandalismo culturale che hanno visto i suoi seguaci trasformarsi in haters professionisti che trascorrevano il proprio tempo a ripetere ed amplificare ogni suo insulto. La carenza di idee poteva essere sopperita dalla violenza verbale che tanto divertiva quei maschi padani che si travestono da unni  partecipano alla grande carnevalate leghista di Pontida. E da qui è partita una nuova campagna elettorale che vede Matteo Salvini pronto a legittimare, giustificare ed aizzare ogni forma d'odio contro il prossimo.
Oggi le nuove vittime sono i migranti, con Salvini che recita una qualche litania su quanto lui si senta "cristiano" nel chiudere i porti ai bisognosi e di ricorrere alla violenza sui singoli disperanti e contro le singole navi si soccorso al posto di andare a ridiscutere in Europa le leggi che vennero approvate proprio quando lui era europarlamentare (assenteista). E se quei proclami forse portano voti dinnanzi a chi non si rende conto di come Salvini non stia facendo assolutamente nulla per cambiare la situazione o per «aiutarli a casa loro» come dice di voler fare, inaccettabili sono gli insulti che il premier vomitato contro i volontari di Open Arms.

L’ong spagnola Proactiva Open Arms ha dichiarato di non aver mai presentato alcuna denuncia nei confronti del governo italiano come sostenuto dai leghisti. Attraverso una nota, spiega che la denuncia in questione è stata presentata presso la Procura di Palma di Maiorca dal direttore Oscar Camps e molti dei suoi volontari contro «il capitano della motovedetta libica 648 Ras Al-Jadar per omissione di soccorso e per aver causato la morte di due persone. Il capitano del mercantile Triades, battente bandiera panamense, per omissione di soccorso e omicidio colposo. E chiunque abbia responsabilità dirette e indirette o sia stato coinvolto a qualunque titolo nell’aver determinato gli esiti di quell’evento drammatico».

Se Matteo Salvini, in qualità di capo del Viminale, dovrebbe vergognarsi di aver ricamato dietrologie e accuse dinnanzi ad informazioni false non verificate, è attraverso i social network che lo troviamo sfottere chi salva vite umane.
Forse ignorando che la vera politica andrebbe fatta nei palazzi o che le informazioni diffuse dal Viminele dovrebbero essere verificate e non certo inventate per fare facili allarmismi, è attraverso mezzi privati che Salvini parla ai suoi lettori con toni di derisione verso la missione spagnola: «Contrordine compagni! La Ong Proactiva Open Arms, dopo aver sottoposto una naufraga a quattro giorni di navigazione portandola in Spagna dichiara adesso di NON aver presentato alcuna denuncia contro il governo italiano», dichiara il leader leghista. Intanto si bulla di come 40 siano stati riportati in Libia, incurante del motivo per cui stavano scappando o della sorte che li aspetterà.
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