Cambio di rotta a Milano: Sala rifiuta la trascrizione dell'atto dei nascita dei figli di due padri



Dopo aver registrato numerosi atti di nascita di figli di due madri, il sindaco di Milano si è rifiutato di fare lo stesso con i papà di due gemelline nate negli Stati Uniti. I piccoli verranno così condannati ad un limbo giuridico-amministrativo in attesa che Matteo Salvini decida se renderli soggetti privi di identità giuridica. Non saranno considerate cittadine italiane, non potranno accedere all'assistenza sanitaria e non potranno andare all'asilo.
«Mentre sul loro passaporto americano sono registrate come figlie sia mie che di mio marito, in Italia non hanno genitori» spiega uno dei papà. «Quando abbiamo fatto richiesta al Comune eravamo fiduciosi che la nostra famiglia sarebbe stata riconosciuta, visto la presa di posizione pubblica del sindaco e i precedenti che riguardavano altre coppie, anche di uomini Questo rifiuto ci ha riempito di amarezza. Soprattutto, non riusciamo a spiegarcelo: perché le madri sì e noi no?»
Nonostante tutti gli annunci fatti dal sindaco, l'ufficiale di stato civile ha firmato un rifiuto alla semplice trascrizione dell'atto sostenendo che «il Ministero dell’Interno non si è ancora espresso sulla tematica oggetto delle istanze di trascrizione degli atti di nascita con paternità omosessuale e ha invece interessato l’Avvocatura di Stato». Quindi, stando a quella teoria, i bambini interessati dovranno smettere di esistere in attesa che Salvini trovi tempo per occuparsi di un gruppo sociale da tempo al centro delle sue invettive.
Trascrizioni di atti di nascita simili sono giù avvenute a Torino, Palermo, Bologna, Firenze, Napoli, Catania e Mel (Belluno).
«Non capiamo il perché di questo cambio di rotta -raccontano i due papà- speriamo che il Comune e il sindaco tornino sui loro passi». Loro sono decisi a tutelare le proprie figli e si dicono pronti a fare istanza alla magistratura. «Sui diritti dei bambini non dovrebbero esserci tentennamenti, mentre il Comune di Milano finora li ha lasciati orfani e stranieri in patria».
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