Secondo un copione prevedibile, Coghe dice di sentirsi censurato nel suo odio



Jacopo Coghe rivendica quello che lui sostiene sia il suo "diritto" di poter dire qualunque stronzata gli passi per la mente. Se qualcuno dovesse fargli notare che esiste una differenza tra le opinioni e gli insulti, lui inizia a piagnucolare che si sente discriminato e che pretende di poter offendere senza essere offeso in quanto maschio bianco che ostenta i suoi pririti sessuali nei confronti delle donne.
Se forse viene già chiuso un occhio sulla puzza di corruzione di minore che viene emanata dal suo andare davanti ai bambini a vantarsi di quanto gli piaccia ingropparsi le donne, inaccettabile è come cerchi di attribuire la sua ideologia alle sue vittime, vendendo il suo odio nel nome di chi ne è vittima.
I figli delle Famiglie Arcobaleno sono stati chiari sul fatto che lui non li rappresenta e che loro non si riconoscono minimamente nelle stupidaggini propagandistiche che Coghe ama spergiurare riguardo alle loro vite, eppure il fondamentalista insiste nel dire che lui deve poter fare tutto quel che vuole o si metterà a piagnucolate come una ragazzina vergine devota alla Miriano.

In quel piano luciferino in cui lo stesso Coghe auto-definisce «choc» la sua campagna d'odio contro le famiglie gay per poi inveire contro chi chiede tutele per la dignità della sua vittime, è secondo un copione scontato che sui social scrive:



Se il suo tentativo di costruire odio sull'odio si commenta da sé, la sua ipocrisia viene sottolineata da come, proprio nelle stesse ore, la sua organizzazione dica di essere impegnata nel tentativo di impedire e censurare un programma televisivo che rischia di raccontare la vera storia di persone che Coghe è solito abusare con la sua inclinazione ad infilare a forza parole mai dette nella bocca delle sue vittime.
Un fondamentalista che rivendica il suo presunto "diritto" al libero insulto mentre pretende la censura delle sue vittime ha tutto l'odore del dittatore mancato, nella pochezza di chi appare divorato da uno smisurato odio contro la vita, le famiglie e i bambini.
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