Belpietro lancia una campagna contro gli adolescenti trans, sostenendo che Pillon e la Meloni debbano prevalere sulla scienza



Il quotidiano di Maurizio Belpietro, già premiato da Massimo Gandolfini per il suo contributo alla promozione dell'odio omofobico dell'integralismo organizzato, è attualmente impegnato in una campagna di disinformazione volta a chiedere che i ragazzi e le ragazze transessuali siano fatti soffrire inutilmente in quanto sgraditi a quei sedicenti "cristiani" che scimmiottano l'Isis nell'abusare della religione come mezzo di repressione delle libertà personali. A finire sotto accusa è il farmaco che permette di bloccare la pubertà degli adolescenti trans in modo da permettere operazioni meno evasive di riassegnazione del sesso una volta che saranno divenute maggiorenni e potranno ricorrere al loro diritto all'autodeterminazione.
In violazione a qualunque etica e a qualunque forma di buonsenso, Belpietro oppone ai pareri degli esperti le sterili lamentele dei leghisti Massimiliano Romeo, Simone Pillon e Sonia Fregolent, ai quali si è immancabilmente aggiunta anche la solita Giorgia Meloni. E non meno patetico è come tali soggetti citino spesso i presunti "dubbi scientifici" presentati da una delle associazioni in cui milita Gandolfini in collaborazione di un gruppo di avvocati sedicenti "cattolici" che ha cercato di impedire l'approvazione delle unioni civili.

Parlando di un fantomatico «farmaco gender», il quotidiano di Belpietro se ne esce con frasi propagandistiche come quella in cui affermano che «l'inchiesta della Verità sulla triptorelina, il farmaco che blocca la pubertà e, a spese del Servizio sanitario nazionale, spalanca le porte alla transessualità infantile, ha allarmato anche l'onorevole Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d'Italia, in fondo, ha sempre mantenuto una posizione di fermezza sui temi etici. Fermezza che ha contribuito alla sua consacrazione internazionale quale esponente di punta dei conservatori, ottenuta con la recente partecipazione alla convention di Donald Trump negli Usa».
Finita la sviolinata, viene data parola ad una Meloni che se ne esce dicendo che «il problema nasce quando si utilizza sugli adolescenti affetti da disforia di genere, ovvero da disturbi legati all'identità sessuale. A quell'età, questo farmaco diventa un inibitore di pubertà, cioè blocca lo sviluppo sessuale dei ragazzi per prepararli alla “riassegnazione sessuale”, cioè all'operazione per il cambio di sesso».
Usato il pregiudizio contro le persone transessuali e sostenuto che si tratterebbe di persone affette da «disturbi legati all'identità sessuale», la Meloni pare voler sostenere pure che gli adolescenti trans "guarirebbero" se non li si asseconda: «Nella stragrande maggioranza dei casi, senza questo farmaco gli adolescenti tornerebbero alla loro identità naturale», giura.
Ed ancora, inizia a raccontare che la sanità dovrebbe essere basata sulla volontà politica e non sulla scienza: «L'Aita in questo momento è senza guida e, probabilmente, qualche dirigente troppo solerte, disattento o ideologizzato, ha consentito che venisse autorizzato l'utilizzo di questo farmaco a questo scopo, addirittura a carico del Servizio sanitario nazionale».
Insomma, se vuoi essere trans devi essere ricco perché la Meloni non crede che il benessere di una persona trans possa essere ritenuto un diritto. Ed ancora, ipotizza che «anche gli organismi scientifici possono essere vittime dell'ideologia gender» dato «che ci sia una deriva gender nella nostra società è sotto gli occhi di tutti e nessuno ne è immune».
Belpietro annuncia tutto tronfio che la leader di Fratelli d'Italia si unirà a Romeo, Pillon e Fregolent nel chiedere il blocco del farmaco.

Il testo unico dei doveri del giornalista sancisce che il giornalista «diffonde notizie sanitarie solo se verificate con autorevoli fonti scientifiche». Il fatto che un quotidiano politicizzato possa negare la veridicità scientifica delle tesi sostenute dagli esperti dell'Agenzia del farmaco sulla base dell'omofobia di politici come Pillon, Romeo e Meloni vi pare normale?
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