Uomini che odiano la famiglia

Simone Pillon (Lega)

A voler sentire quel che è solito sbraitare istericamente il senatore leghista Pillon, quelli che lui definisce come i "nemici della famiglia" non sarebbero altro sarebbero l'educazione al rispetto, l'autodeterminazione, i diritti umani, il principio di pari dignità e le donne. Quelle donne che lui vorrebbe recludere in casa solo dopo essersi assicurato di impedire che possano lasciare i loro mariti, tramando nell'ombra per introdurre aberranti leggi contro-natura che puniscono con inaudita e ferocia violenza qualunque donna voglia lasciare il proprio uomo senza avere quell'indipendenza economica che lui vorrebbe costringerle a perdere.
Donne a cui il senatorie leghista vuole impedire di poter liberamente decidere di portare in grembo i figli altrui, ma che esige ambirebbe ad obbligare a tenere in pancia i feti di cui lo stato rivendica la proprietà, promettendo che i leghisti li rincolleranno in famiglie selezionate ideologicamente per la loro eterosessualità e per la loro conformità ai distinguo di Gandolfini.
Dice chiaramente che lui non tollererà mai che i suoi figli possano avere un orientamento sessuale o un'identità di genere diversa da quella che lui ha deciso debbano avere, spergiurando che sarebbe "per la famiglia" che lui vuole che tutto sia come lui ha stabilito debba essere perché possa risultare specchio della su ideologia, dei suoi pruriti sessuali e delle sue più perverse voglie.
Il leghista Pillon è uno tra i più frenetici promotori del World Congress of Families perché ne è espressione. È un uomo che vuole dominare sulla donna e che vuole comandare ai figli. Vuole imporre loro il suo volere e lo vuole fare per legge, impedendo che qualcuno possa pensarla diversamente da lui.
È per questo che deve ridefinire la famiglia se vuole conformarla suo modello unico, fatta da uomini che rivendicano il "diritto" alla sopraffazione delle mogli o da figli che devono essere privati da qualunque tutela da parte dello stato in modo che il padre possa disporne a proprio piacimento.
Ricorrendo ad una evidente truffa culturale, lui giura che tutto ciò sarebbe «in difesa della famiglia», ma basta assai poco a comprendere come la sua opera sia contro la famiglia, contro i bambini e contro la vita.
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