Le surreali giustificazioni all'omofobia vaticana del cardinale Angelo Giovanni Becciu



Sono ormai due millenni che la chiesa cattolica appare ossessionata dal sesso quasi quanto quel Massimo Gandolfini che al "family day" se ne uscì dichiarando che per lui il sesso non è piacere ma un mezzo a cui ricorrere solo ed esclusivamente nel momento in cui si vuole produrre un bambino. E se potrebbe importarci poco di quei fanatici che vogliono rovinarsi la vita pur di far compiacere Pillon, più grave è quando tali estremismi si traducono in una legittimazione e in una promozione dell'odio sociale.
Il senatore leghista Simone Pillon ha più volte ribadito che lui vorrebbe poter cancellare per legge l'esistenza dei gay perché dato che lui non concepisce che due persone possano formare una famiglia se il loro sesso non è finalizzato alla procreazione. Ma ad alimentare i seguaci di tali aberrazioni del. pensiero è anche una Chiesa che non pare capace di comprendere che la realtà è un dato di fatto e che non la si può reinventare a proprio piacimento per quanto si citeranno all'infinito quei loro presunti dogmi che sono stati creati da uomini che hanno attribuito a Dio le loro opinabili elucubrazioni.
Il loro incaponirsi sul tentare di sostenere che un fatto naturale come l'omosessualità possa essere ritenuto «contro natura» ha la stessa valenza scientifica di quando i fondamentalisti cristiani sostenevano che i mancini usassero la mano del demonio o che gli epilettici fossero posseduto. Se è pur vero che è più frequente che si nasca destrosi piuttosto che mancini, è folle sostenere che quest'ultimi sarebbero «contro natura» solo perché Pillon scrive le sue leggi contro le donne usando la mano destra.

Date le premesse, forse non dovrebbe stupirci a quali giri di parole siano capaci di spingersi certi porporati pur di giustificare la loro omofobia. Ad esempio il cardinale Angelo Giovanni Becciu, prefetto delle Cause dei Santi e numero due della Segreteria di Stato, annuncia che lui impedirà che i gay possano essere ordinati sacerdoti in virtù di come dichiari che:

Chi ha tendenze omosessuali è bene che non rimanga in seminario e che non diventi prete. Chi si avvia al sacerdozio è chiamato a fare voto di castità. Come sappiamo bene, la giornata del prete si svolge prevalentemente a contatto con altri uomini, soprattutto per chi vive in comunità religiose, e per salvare la sua castità gli si raccomandano regole di prudenza nel rapporto con le donne. Ora un omosessuale che condividesse consistentemente, nello spazio e nel tempo, la sua vita con altri di pari sesso sarebbe capace di vivere facilmente la castità promessa? Non sarebbe pretendere troppo da lui?

Se l'omosessualità è un orientamento sessuale e non certo «una tendenza» come ama sostenere la Chiesa, pare abbastanza imbarazzante il suo sostenere che i preti che vivono da soli con una perpetua saprebbero contenere i propri istinti mentre i gay ne sarebbero incapaci dato che lui pare volerli paragonare ad animali. Ma, soprattutto, il cardinale potrebbe spiegare come intende riconoscere i gay per assicurarsi che il sacerdozio sia riservato solo a maschi eterosessuali (possibilmente votati al culto di Pillon)?
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