Il leghista Simone Pillon scambia un Fauno per un demone in erezione: «Deve essere distrutto col cemento!»



La perversione sessuale del senatore leghista Simone Pillon pare ormai fuori controllo. Dopo aver raccontato a chiunque di come lui ami penetrare rigorosamente bareback la vagina di sua moglie e dopo aver trascorso anni a frugare nelle mutande dei bambini, questa volta il sedicente "cristiano" dice di aver visto una statua che ritrarrebbe Satana in erezione. Lo ha annunciato ammiccando alla pedofilia, inveendo contro il Pd e starnazzando che lui ne pretende l'immediata distruzione.
Peccato che il suo presunto "demone in erezione" non fosse altro che un Fauno.

Non senza lamentarsi di chi garantisce laicità ai cittadini nonostante lui vorrebbe imporre con la forza i suoi presunti simboli religiosi (nonostante la legalizzazione dell'omicidio, l'intolleranza e il disinteresse per la mote dei bambini nel Mediterraneo non paiono compatibili con la predicazione di Gesù), è dalla sua pagina Facebook che il leghista scrive:

Quasi quasi credevo tosse uno scherzo, invece è tutto vero. II sindaco sinistro di Vergato (BO) ha inaugurato una imponente statua dl un satanasso con tanto di corna e di pene vistosamente eretto, che porta sulla spalla un bambino con ali di farfalla. Se per i crocifissi vogliono le tendine, io chiedo una colata di cemento per nascondere definitivamente questa porcheria.

La distruzione dell'arte, l'uso politico di Dio e la sistematica repressione della libertà personale è quanti rende la Lega di Salvini una realtà quasi assimilabile a quel fondamentalismo islamico che sono soliti citare come pretesto per l'odio razziale. L'unica differenza è che Pillon giura sulla Madonna che il suo dio ce l'avrebbe più duro di Allah e che quindi il suo fondamentalismo sarebbe "giusto" in virtù di come sia lui a decidere quali parole attribuire sommariamente ad una fantomatica volontà divina.
Il fauno ritratto è il fiume Reno, che porta sulle spalle il torrente Vergatello, mentre il tritone alla base è l'Appennino. Insomma, è un'opera che racconta il territorio, ma pare che u sedicenti sovranisti non sappiano capirlo.
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