I fondamentalisti attribuiscono a Dio la loro blasfema preghiera contro i gay



Anche in occasione della "preghiera riparatrice" contro i gay di Modena, i fondamentalisti hanno ripetuto il loro copione volto a stuprare il nome di Dio come "giustificazione" al loro odio mentre accusano le loro vittime di essere "blasfeme" verso la loro blasfemia.
Ternando ancora una volta di negare che dietro a quelle carnevalate di siano loro (nonostante il loro leader compaia immancabilmente nelle fotografie di ogni perversa manifestazione similare), i fondamentalisti di Radio Spada se ne sono usciti con un comunicato stampa imbarazzante. In merito alla loro «processione di riparazione di Modena del 1 giugno 2019» parlano di «una vittoria su tutti i fronti» sulla base di alcune bugie vomitate in nome di Dio:

A seguito della Processione di ieri e in riferimento agli obiettivi che il Comitato fin dal principio si era posto, la soddisfazione è completa. Questo per tre ordini di motivi.
Innanzitutto: soprannaturale. Il valore intrinseco dell’atto riparatorio è tale da essere sempre ricco di valore. Si ricordi: “Dove sono due o tre riuniti nel Mio nome, Io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20).
In seguito: naturale. Le immagine delle centinaia e centinaia di persone in preghiera, le file a perdita d’occhio di fedeli alla Processione, parlano da sole. L’adesione è stata piena e profonda, con devozione e raccoglimento. Al passare degli stendardi, dalle finestre si affacciavano persone che si facevano il segno della Croce, lo stesso dai negozi – segno tangibile del coraggio che può essere ancora instillato nel cuore delle persone, intimorite dal clima di regime creato intorno a temi come quello dell’omosessualità.

Se tutte le fotografie testimoniano che i loro numero fossero assai esgui, patetico è il sostenere che Dio sarebbe stato in mezzo a loro solo perché ne hanno citato il nome. Funzionasse così, dovremmo pensare che Dio sia stato al fianco dei nazisti dato che è nel suo nome che sterminavano interi gruppi sociali.

Si passa così al vittimismo, vomitato senza alcuna prova delle affermazioni e delle accuse che lanciano come inseminati:

Non ci siamo piegati alle varie provocazioni tenutesi durante lo svolgimento del momento di preghiera: urla, insulti, ingiurie, blasfemie di ogni tipo e finanche torsoli di mela lanciati sui fedeli in processione (uno dei quali ha colpito anche un giornalista, successivamente aggredito verbalmente e, poi, fisicamente) rendono bene la cifra di coloro i quali parlano di “democrazia” e “diritti”. Ma a fare da contraccolpo a questo inqualificabile comportamento violento, sono stati i volti stupiti di tante persone ipnotizzate dalla potenza simbolica degli stendardi, dal soave odore dell’incenso che ha mondato le vie di Modena dallo scandalo del peccato impuro contro natura (infatti, la materia teologica per riparare era già presente dal semplice annuncio del “Modena Pride” e da tutti gli eventi che hanno portato alla “parata” omosessualista di ieri pomeriggio).

Il temine «omosessualismo» è un neologismo coniato da Forza Nuova che mira a negare l'esistenza dell'omosessualità e a sostenere la si dovrebbe ritenere una ideologia. Ed è cercando di dare valore religioso all'odio dell'estrema desta che aggiungono:

Da segnalare anche la benedizione che tutti i fedeli hanno ricevuto ieri mattina, in forma scritta ed ufficiale, da Sua Eminenza Reverendissima il Card. Raymond Leo Burke. Questo Principe della Chiesa Cattolica ha ringraziato tutti coloro i quali si sono riuniti in questo atto di riparazione per la grave violazione dell’ordine naturale disposto da Dio. Un linguaggio tutto diverso da chi, pur non mettendosi contro e avallando la Processione con la concessione del sagrato del Duomo e con la presenza di un sacerdote diocesano, ha deciso di uscire con un comunicato davvero misero di contenuti e di facile strumentalizzazione (soprattutto se buttato in pasto a 24 ore mediatiche dalla Processione). Vorremmo ricordare che se la tiepidezza è certamente sgradita al Cielo, essa funziona poco anche con gli uomini. “Poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca” (Ap 3,16). Si esamini dunque chi, cercando di non scontentare nessuno, invoca dialoghi inutili con chi oggi ha insultato i fedeli cattolici, parti di quel Mystici Corporis che i pavidi pastori di oggi dovrebbero difendere con il martirio del quale (in effetti fors’anche coerentemente con la loro pavidità) non portano più nemmeno il colore addosso.

Al solito, si cerca di strumentalizzare la religione contro il Vaticano per proporre una nuova religione di stampo integralista che fondi le sue radici nell'odio contro la vita e contro le persone. E ben preso si precisa come a officiare la blasfema carnevalata siano stati i sacerdoti di estrema destra legati alla setta di San Pio X, dove ha studiato anche il figlio del leader di Forza Nova prima di entrare nell'organico di Provita Onlus:

L’ultimo e più profondo ringraziamento va al Rev.do Parroco don Giorgio Bellei, al parroco modenese don Alessandro Fini, e a don Enrico Doria, della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Ringraziamo i sacerdoti presenti perché hanno ricordato a tutti che il linguaggio del cattolico è: «Sì sì no no, ciò che è in più vien dal maligno» (Mt 5, 37), svolgendo, peraltro, quel compito che nessuno ha avuto il coraggio di compiere per il bene delle anime. Si facciano un esame di coscienza quei senza coraggio che si riempiono la bocca di parole e poi, per viltà, se ne stanno a casa in panciolle quando è il momento di confermare pubblicamente l’importanza della, Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo.

Ed ancora, peccando di superbia, quei fondamentalisti si auto-definiscono apostoli e detentodi del volere di Dio contro il prossimo:

I numeri del “Pride” non ci interessano ma, soprattutto, non ci stupiscono: sapevamo di essere in minoranza fin dall’origine. Ma quanto non conta nulla giacché, da che mondo è mondo, la Verità e la Giustizia non si sono mai fondate sul numero – che altrimenti Nostro Signore non avrebbe istituito 12 apostoli per evangelizzare il mondo, ma 10.000.
Lo ripetiamo a gran voce per un’ultima volta: Vittoria! Vittoria! Vittoria! Non nostra, ovviamente, ma del Cielo. Ad maiorem Dei gloriam.

Immagini: [1] [2]
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