Libero inveisce contro la bambina uccisa dalle politiche razziste di Trump



Quando si pensa di aver visto lo schifo, Libero riesce a mostrare che loro sono capaci di cose ancor peggiori peggio. Lei si chiamava Valeria ed aveva solo 23 mesi quando è annegata con le braccia al collo del suo papà, uccisa dalle acque del Rio Grande mentre cercava di raggiungere gli Stati Uniti.
In fuga dalla miseria, il messicano ha cercato di sfidare l'odio di Trump nella possibilità di garantire a sua figlia una vita che potesse essere migliore della sua. Non ce ll'ha fatta.
I due sono morti mentre Trump inveiva contro le loro vite e prometteva di costruire muri sempre più altri con cui tenerle lontano dai suoi privilegi.

Davanti a quella tragedia che ha indignato l'America, i filo-leghisti di Libero sono ricorsi ad una perversione davvero surreale nel riuscire a partorire questa porcheria:



Mostrando l'inumanità che il leghismo vorrebbe promuovere fra la popolazione, il signor Filippo Fiacci inveisce contro chi prova orrore davanti a quell'immagine e si mette a sbraitare che per lui quello non era un uomo, era un «clandestino» così come a Salvini piace chiamarli. E di lui dice che abbia «fatto annegare la figlia» in un'accusa da voltastomaco. Chiude la paginetta di propaganda un trafiletto in cui il quotidiano di estrema destra sostiene che chi non si compiace della morte dei migranti sia da etichettare come un «pro-migrante» secondo la neolingua leghista.

E se non bastasse la barbarie di un simile "articolo", doveroso sarebbe notare come la ricostruzione defecata da Filippo Fiacci sia peraltro errata: i due erano riusciti ad attraversare il fiume ma, quando padre è tornato a prendere la moglie, la piccola si è gettata in acqua e la corrente li ha investiti e trascinati via entrambi.
Ma evidentemente la verità non pare interessare a chi cerca di trarre profitto dalla strumentalizzazione della morte e dalla promozione del razzismo.
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