Venezia, l'anagrafe accantona Salvini e reintroduce la dicitura «genitori» sulla carte d'idenità



L'interesse dei minori ha prevalso sui distinguo integralisti che Matteo Salvini avrebbe voluto reintrodurre attraverso termini che specificassero i sessi dei genitori.
Se il leader leghista pretendeva si compilassero due campi denominati «padre» e «madre», l'anagrafe di Venezia ha consegnato ad una bambina di sei anni una carta d'Identità che indica la dicitura «nomi dei genitori o chi ne fa le veci» seguita dalle generalità delle sue due mamme.
La bimba è stata adottata dopo una sentenza del tribunale di Venezia, nella quale si sottolineava come le due donne «costituiscano una coppia con un legame solido e duraturo e come entrambe vivano la relazione con la bambina come quella di un genitore con la propria figlia». Poi, a causa di Salvini, il mese scorso si erano visti rifiutare una carta d'Identità alla figlia perché i due campi voluti dal leghista non potevano essere compilati correttamente.
Tra le varie soluzioni che ci sono state proposte, abbiamo scelto quella di ottenere una carta d’identità in formato cartaceo, invece che digitale», spiega Valentina Pizziol, il legale che ha seguito la questione. «Nella versione cartacea rimangono i vecchi termini “genitore 1” e “genitore 2”. Il Comune può optare per questo formato in presenza di “gravi motivi” che, nel caso in esame, risiedono proprio nella difficoltà di rilasciare il documento visto che il decreto ministeriale non disciplina l’ipotesi di un minore con genitori dello stesso sesso».
Le due mamme osservano: «La direttiva di Salvini, fatta come un “dispetto” ai gay, in realtà rischiava di danneggiare esclusivamente la nostra bambina. Per fortuna l’amministrazione comunale si è dimostrata più intelligente e aperta di alcuni politici. Ora speriamo che la soluzione adottata da Venezia faccia da apripista. In questo modo, forse anche il Ministero prenderà finalmente atto che esistono le famiglie arcobaleno».
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