Mario Adinolfi dà di matto dopo che Tiziano Ferro ha dichiarato di essere cattolico



Mario Adinolfi sta ormai diventando paratico, impegnato nel disperato tentativo di tenere in piedi il suo business dell'odio basato su una sfacciata ed anticristiana omofobia. Ormai un gay non può più neppure aprir bocca senza essere costretto a subire i suoi insulti gratuiti.
Adinolfi è l'uomo che si è appropriato del simbolo del cristianesimo come titolo del suo becero giornaletto di propaganda, è il tizio che dice di detenere la verità dei Vangeli e di dispensarla con le sue opinabili dirette Facebook, è il tale che ha due moglie  che ostenta una figlia nata da un'unione carnale condannata da quello stesso Catechismo che lui è solito citare contro gli altri... eppure a mandarlo su tutte le furie è il fatto che Tiziano Ferro possa credere un Dio che ama i suoi figli e non in una divinità che odia e che può essere strumentalizzata contro qualcuno. Dai suoi profili social, il fondamentalista scrive:


Il riferimento è un'intervista rilanciata al Corriere della Sera in cui Ferro spiega che lui è cattolico e che «il messaggio che porto nel cuore è quello dell’amore universale, della carità, del soccorso reciproco, del rispetto per tutti, della compassione». Ha poi spiegato che «Il mio è un Dio che ama, che custodisce, che non chiede pegno. È un Dio simpatico. Un miracolo è tutte le volte che una cosa riesce meglio di come te l’aspettavi».
E davanti ad un Dio che non condanna e che non odia, Adinolfi rinnega Gesù Cristo nel sentirsi legittimato a dover guardare la pagliuzza nell'occhio del fratello mentre se ne infischia della trave che è nel suo. E lo fa inveendo, mistificando e violentando il diritto costituzionale alla libertà religiosa.
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